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Ma il lavoro nobilita l'uomo?

Imprenditori nel vortice delle emozioni: a Berna, il Gruppo Klara è impegnato con le sfere alte dell'azienda (foto: Klara/Sabine Rufener)

Carriera, speranze e frustrazioni quotidiane sono al centro del Festival di teatro contemporaneo "auawirleben". L'appuntamento è dal 17 al 28 aprile a Berna.

Lo diceva già il commediografo greco Aristofane 400 anni prima di Cristo: c'è ragione di dubitare sul senso del lavoro onesto, perché non porta alla ricchezza. Eppure il lavoro, in tutte le sue forme, domina la vita e mette spesso gli uomini sotto pressione. Oggi come ieri, lo stress, l'ambizione, le frustrazioni, ma anche le difficoltà sociali con i colleghi o la mancanza di identificazione con il proprio compito dominano la quotidianità di ognuno.

Sotto il titolo "umano lavoro disumano" si apre il 17 aprile la 19esima edizione di "auawirleben", il Festival di teatro contemporaneo della capitale. In linea con la tradizione della manifestazione annuale - traducibile con "ahi, viviamo" - il motto dell'anno vuole sorprendere il pubblico, aprendo nuove prospettive su un tema che tormenta le vite di tutti.

E proprio la scelta rigorosamente tematica fa del Festival una chicca nel panorama europeo. Grazie ad una dozzina di compagnie, provenienti da cinque paesi europei, il rapporto con questo importante segmento della vita trova un'interpretazione analitica e artistica di livello.

La vita nelle vie del centro

Nei teatri e nelle sale di Berna, una città spesso un po' sorniona, vive per una decina di giorni un piccolo miracolo del teatro. Gli spettacoli si cumulano, i dibattiti permettono la riflessione, il programma cinematografico d'accompagnamento arricchisce un confronto fra pubblico e operatori. L'arte si concede, fa cadere la parete che divide pubblico e attori.

Anche la struttura stessa del Festival, che vuole essere anche punto d'incontro, si distingue dalle grandi kermesse internazionali. A Berna si lavora con un bilancio ridottissimo (solo 150'000 franchi per l'organizzazione vengono dallo Stato), quindi niente esagerazione e colossalismo organizzativo (tutto avviene nei teatri della città), niente esclusivismo snob da coppa di champagne in mano.

Al polso del teatro indipendente, vicino allo sperimentale e alle scuole di recitazione, ma concreto, palpabile e militante, "auawirleben" vuol essere anche un Festival regionale.

Lo conferma anche Maurici Farré, membro della direzione: "Penso sia fondamentale distinguerci dal mezzo cinema, quello omologato e compatibile ovunque. Noi vogliamo riunire compagnie che riescono a parlare al nostro pubblico locale. Qui non conta il marketing della produzione, conta la qualità che poi definisce gli standard a livello internazionale".

Un appuntamento diverso

E proprio per questo suo taglio originale e tematico, il Festival Bernese si distingue dagli altri grandi festival. Non c'è la sensazione per calamitare il pubblico, non c'è il grande nome per riempire le sale. L'importante è risvegliare l'interesse.

E il Festival raccoglie consensi. Malgrado la sua intransigenza, in quasi vent'anni ha saputo conquistarsi un pubblico fedele, impegnato e disposto a comunicare. Le dimensioni limitate favoriscono il contatto, ma si è arrivati ai limiti logistici. Per continuare bisogna cambiare.

Il comitato ha già lanciato l'allarme: il sostegno pubblico è limitato, ma si sa, le casse della città e del cantone non possono fare di più. Inoltre la ricerca di sponsor non è propriamente facile, in un ambito dove la massa consumatrice non accorre a frotte. E poi c'è l'identità specifica da preservare, quella spontaneità che ha fatto la manifestazione grande, malgrado le sue modeste dimensioni.

Quest'anno nei teatri bernesi si parla di lavoro. Per dibattere, suggerire e provocare arrivano attori, registi e operatori dalla Germania, dalla Francia, dalla Spagna e, oltre che dalla Svizzera, anche dall'ex-Iugoslavia. Il Festival stesso sarà l'occasione per ripensare il futuro, lavorare sulle utopie e sulle proprie necessità, in vista della ventesima edizione.

Daniele Papacella


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