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Malgrado gli scandali, i ginevrini non sanzionano la maggioranza

I quattro rappresentanti della maggioranza di sinistra di Ginevra

(Keystone)

Durante questo fine settimana, nei comuni ginevrini sono stati rinnovati gli esecutivi. Un voto che conferma la progressione dei Verdi in tutta la Svizzera, secondo Pascal Sciarini.

Il politologo sottolinea il risultato sorprendente registrato nel capoluogo cantonale, dove gli elettori hanno riconfermato la maggioranza di sinistra, malgrado gli scandali della passata legislatura.

La sinistra conserva i suoi quattro seggi nel governo della città di Ginevra. Con un socialista in più e un comunista in meno, l'esecutivo slitta comunque un po' più verso il centro. A destra, i radicali ritornano sotto le luci dei riflettori, con l'elezione di Pierre Maudet, stella in piena ascesa del partito.

Il politologo Pascal Sciarini, del Dipartimento di scienze politiche dell'Università di Ginevra, analizza il voto nella seconda più grande città svizzera e negli altri comuni del cantone.

swissinfo: Quale lezioni si possono trarre dalle elezioni ginevrine in vista delle elezioni federali di questo autunno?

Pascal Sciarini: Se si analizzano i voti nell'insieme del cantone, si constata che i socialisti mantengono le loro posizioni, senza tuttavia progredire. È quanto avviene anche nel resto della Svizzera romanda.

Nel canton Ginevra, come altrove in Svizzera, i Verdi continuano a registrare dei passi in avanti. Il partito ecologista potrebbe quindi essere il principale vincitore delle elezioni legislative del prossimo mese d'ottobre.

Sul fronte opposto, l'Unione democratica di centro (UDC, destra nazional-conservatrice) potrebbe regredire leggermente, a parte probabilmente nei cantoni romandi, dove vi è ancora spazio per una piccola progressione.

swissinfo: Malgrado gli scandali che hanno scosso il governo uscente, la sinistra è riuscita a conservare le sue posizioni nella città di Ginevra. Come spiega che gli elettori non l'abbiano sanzionata?

P. S.: La sinistra è riuscita a mobilitare bene il suo elettorato. I tre partiti che la incarnano hanno elaborato una strategia dopo le legislative del 25 marzo scorso, accordandosi per una lista comune. Un messaggio recepito dagli elettori.

Ciò ha permesso a queste forze politiche di profilarsi rapidamente durante la campagna su una serie di temi. Bisogna pure ricordare che i principali responsabili degli scandali non si sono ripresentati.

I partiti di destra, invece, hanno conosciuto delle forte tensioni in merito alla loro unione e a un'eventuale alleanza con l'UDC.

swissinfo: Ciò significa che gli elettori non hanno voluto sanzionare il governo uscente riequilibrando il rapporto di forze come l'avevano fatto in occasione delle elezioni legislative?

P. S.: È in effetti abbastanza sorprendente constatare che il rafforzamento del centro osservato in occasione delle recenti legislative non è stato confermato domenica.

Durante lo scrutinio del 25 marzo, gli estremi si sono indeboliti, sia i partiti di estrema sinistra che i liberali a destra. E ciò a vantaggio delle formazioni più centriste, come i radicali, i popolari democratici e i verdi. Il risultato di questa domenica conforta invece la logica sinistra-destra.

Generalmente, però, si osserva il fenomeno contrario, ossia una polarizzazione per le legislative e un rafforzamento del centro per le elezioni degli esecutivi.

swissinfo: Come spiega questa anomalia?

P. S.: Il tasso di partecipazione (36%) è stato molto debole. In questo terzo di elettori che si sono mobilitati vi sono chiaramente molte persone leali ai loro partiti e che hanno quindi rispettato le consegne di voto, soprattutto a sinistra.

Si può pure pensare che il voto di protesta questa volta si è manifestato con l'astensionismo.

swissinfo, Frédéric Burnand, Ginevra
(traduzione di Daniele Mariani)

In breve

Domenica a Ginevra e negli altri 18 comuni del cantone di più di tremila abitanti sono stati eletti i cinque - rispettivamente tre - consiglieri amministrativi (ognuno dei quali riveste l'incarico di sindaco per un anno).

Gli altri 26 comuni di meno di 3'000 abitanti hanno eletto un sindaco e due vicesindaci. Complessivamente nel cantone sono stati attribuiti 137 seggi.

Durante le elezioni legislativi del 25 marzo scorso, gli elettori ginevrini hanno plebiscitato i Verdi, che hanno conquistato 20 seggi supplementari in tutto il cantone.

I radicali (centro destra) e i popolari democratici (centro) hanno registrato una progressione, mentre l'Unione democratica di centro (destra) e il Partito socialista si sono mantenuti sulle loro posizioni.

I perdenti, soprattutto nel capoluogo, sono stati i liberali (destra) e le formazioni di estrema sinistra, riunite in seno all'alleanza "A sinistra tutta!".

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