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Malumore tra i ristoratori

In un periodo difficile, cresce comunque il numero di società attive nel settore alberghiero

(Keystone)

La cifra d'affari del settore alberghiero svizzero registra una stagnazione a 22 miliardi, mentre aumenta la concorrenza.

Le prospettive per il 2005 non sono molto migliori, anche a causa delle disposizioni legislative recentemente introdotte.

Albergatori e ristoratori svizzeri sono poco soddisfatti. Il giro d'affari del settore ha infatti registrato una stagnazione a 22 miliardi di franchi nel 2004, mentre il numero di stabilimenti è ulteriormente aumentato: troppo, secondo quanto affermato da GastroSuisse nella conferenza stampa annuale tenutasi mercoledì a Zurigo.

Nella ristorazione operano infatti 216'000 dipendenti e si contano oltre 30'000 stabilimenti, ossia 10'000 aziende in eccesso in un clima di grande concorrenza. Mentre la ristrutturazione non è ancora cominciata, l'anno scorso il settore alberghiero e della ristorazione ha segnato una crescita netta di 751 società

Come l'anno precedente, il fatturato 2004 si è ripartito nell'ordine dei 15,5 miliardi franchi per la ristorazione e dei 6,5 miliardi per gli alberghi. Per il 2005, GastroSuisse prevede solo un «leggero» miglioramento.

Vendita di alcolici in calo

La recente introduzione dello 0,5 per mille dell'alcolemia rappresenta il primo ostacolo da superare. I vertici dell'organizzazione hanno ricordato che GastroSuisse desidera e intende contribuire alla sicurezza stradale, ma al contempo i ristoratori devono fare il possibile per ridurre al massimo le perdite del fatturato derivate dalla nuova disposizione entrata in vigore lo scorso gennaio.

Secondo un sondaggio effettuato presso 60 aziende in sette regioni differenti, i fatturati del primo trimestre hanno subito in media una contrazione del 10% su base annua. Per quanto riguarda le bibite alcoliche il calo delle vendite è del 16,2%.

Il settore deve inoltre confrontarsi con l'irrigidimento delle disposizioni che concernono il tabagismo. «Occorre evitare le leggi restrittive», ha dichiarato GastroSuisse. L'organizzazione è favorevole all'introduzione di «spazi non-fumatori», ma solo dove ciò è «possibile e sensato».

I piatti più amati

In testa alle preferenze dei cittadini svizzeri quando si recano al ristorante, vi è una specialità locale: lo sminuzzato di carne accompagnato dai «rösti» o dalla pasta. Seguono i patti a base di pesce, l'immancabile scaloppina impanata con patatine fritte e la pasta.

Al quinto posto, le combinazioni vegetariane, che precedono pollame e ricette esotiche. Tra queste, soprattutto sapori orientali quali riso Casimiro e Nasigoreng.

Chiudono la classifica i piatti a base di salsiccia, le pietanze al formaggio –fondue e raclette in primis – e la pizza.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

In Svizzera vi sono oltre 30'000 ristoranti, caffé, alberghi e altri stabilimenti pubblici, vale a dire circa uno per 250 cinquanta abitanti.
Nel 2004, 3'286 nuove imprese del settore si sono iscritte al registro del commercio, mentre 1'867 hanno chiuso i battenti (di cui 590 in seguito ad un fallimento)
I ristoranti rappresentano il 41% del totale, gli alberghi-ristorante il 12% e gli agri-turismo il 9%. La quota delle pensioni, ostelli, discoteche e altri fast-food raggiunge appena l'1%
Il 17% dei ristoranti offre specialità svizzere, il 10% piatti a base di pesce e solo l'1% ricette spagnole, portoghesi, greche, turche e sudamericane
Tutti i ristoranti sono aperti di venerdì, la stragrande maggioranza (95%) anche di sabato e i tre quarti di domenica

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