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Marines britannici in Svizzera

Sarebbero frequenti i corsi di formazione per soldati di altri paesi in Svizzera

(Keystone)

La presenza di soldati di sua Maestà e di altre nazioni nelle Alpi non stupisce la Commissione della sicurezza. Si tratterebbe di una questione gonfiata dalla stampa.

Il «Protocollo militare» - una sezione dei servizi segreti - sapeva che soldati di élite britannici si esercitavano in Svizzera. Per il Dipartimento della difesa invece non è possibile provare che anche i vertici dell'intelligence ne fossero al corrente.

Scambi regolarizzati

Il portavoce del DDPS ha pure dichiarato di non essere a conoscenza di nessun servizio reso dal Regno Unito quale controparte alle esercitazioni di montagna in Svizzera. Dal canto suo, Leu ha smentito che Londra abbia offerto ospitalità ad attività segrete del defunto «esercito segreto» P-26.

Domenica scorsa, la «SonntagsZeitung» aveva citato passaggi di una lettera scritta nel 1993 dall'addetto militare all'ambasciata britannica e di un fax inviato nel 1995 dall'allora capo di Stato maggiore generale Arthur Liener i quali, secondo il settimanale, proverebbero la conoscenza dei fatti anche da parte della direzione dei servizi segreti.

In ogni caso, ha assicurato il portavoce Sigg, in futuro il DDPS intende meglio controllare gli esercizi sportivi di soldati stranieri in Svizzera. In particolare prevede di concludere accordi in questo senso con la Gran Bretagna, l'Olanda e gli Stati Uniti. Attualmente un tale «contratto», che riguarda circa 1 000 soldati all'anno, è stato formalizzato solo con il Belgio sin dal 1999.

Finora, ad eccezione dei militari britannici, la presenza di soldati stranieri (Olanda, USA) nella Confederazione era stata ammessa direttamente dal comando dell'esercito, ha precisato Sigg.

La lezione

Il DDPS deplora la mancanza di tatto nella vicenda. Lo svolgimento di esercitazioni all'oscuro delle autorità elvetiche «rende all'esercito e al Dipartimento della difesa un pessimo servizio», ha detto all'ats Martin Bühler, sostituto del responsabile dell'informazione al DDPS.

Del resto, i soldati britannici avrebbero potuto svolgere la loro attività con il beneplacito ufficiale del DDPS. La Svizzera, ha spiegato Bühler, offre ad esempio la possibilità di corsi in montagna nel quadro del «Partenariato per la pace» (PPP). Fin dalla sua adesione al PPP nel 1996 Berna ha ospitato numerosi esercitazioni, essenzialmente senza situazione di combattimento, per militari stranieri.

Una presenza consolidata

La massiccia presenza - molto più di quanto annunciato una settimana fa dal settimanale «Facts» - di turisti-soldati di Sua Maestà britannica in Svizzera è stata denunciata ieri sera dalla trasmissione «10 vor 10» della televisione svizzero-tedesca: oltre 1 000 militari del Regno Unito - in civile e senza armi - si esercitano annualmente su suolo elvetico, praticando vari sport.

La trasmissione ha rivelato che l'anno scorso, oltre ai 548 militari stanziati a Lauterbrunnen, nell'Oberland benese, come scritto da «Facts», 110 soldati hanno trascorso sei settimane a Verbier (VS) alloggiando in appartamenti ottenuti tramite il locale ufficio turistico. Due diversi gruppi di 140 e 94 uomini hanno inoltre svolto marce nei pressi di Berna, 84 erano in formazione nella regione di Bienne (BE), 30 a St. Moritz (GR) e 23 nella regione del Säntis (AR).

Solo esercitazioni civili?

Un ex ufficiale dei servizi segreti, il cui volto è stato oscurato e la cui voce è stata alterata, ha dichiarato che i britannici erano in Svizzera per svolgere una formazione militare. Fino a ieri, per il DDPS, i soldati inglesi erano in Svizzera esclusivamente per praticare dello sport.

Dal canto suo l'ambasciata di Gran Bretagna a Berna ha indicato che gli esercizi in Svizzera sono destinati a «rafforzare il carattere, le capacità di direzione e l'abilità dei partecipanti».

La presenza di soldati della regina nelle Alpi, non inquieta affatto le autorità locali. Il consigliere di Stato vallesano Wilhelm Schyder (PPD) vi vede una possibilità di promozione turistica e il sindaco di Verbier Guy Vaudan sembra confermare: «i britannici fanno bene agli affari, soprattutto ai pub».

swissinfo e agenzie

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