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Michelangelo a Bienne

Cleopatra, disegno originale del 1535 (www.mostramichelangelo.com)

Un piccolo viaggio nel tempo, alla scoperta della vita di un personaggio che ha segnato la storia dell'arte.

È una mostra particolare "Michelangelo, Grafia e Biografia" alla Fondazione Baula di Bienne fino al 20 gennaio.

L'uomo più che l'artista

Il percorso é sensoriale: in cuffia e in quattro lingue, la musica d'epoca e il racconto di alcuni momenti importanti nella vita di Michelangelo accompagnano la descrizione dei sessanta pezzi esposti in spazi immersi nelle tenebre.

In mostra ci sono lettere, sonetti, liste della spesa: materiali cartacei e autografi, che testimoniano il lavoro e la vita quotidiana di Michelangelo alla corte dei Medici a Firenze e in quella papale romana.

Sono fogli ingialliti dal tempo, dove corrono calligrafie ormai dimenticate e il visitatore italofono può apprezzare a pieno il sapore inconsueto della firma del Maestro: Miccelangniolo.

Se gli appassionati del genere troveranno pane per i loro denti, i profani possono abbandonarsi a seguire le tracce di Michelangelo attraverso le lettere al padre e agli amici.

Umano, tanto umano: vorrebbe lasciare Firenze, troppe le vessazioni che gli infliggono i suoi committenti. Ma decide di restare: "Devo mettere a frutto lo sforzo fatto finora".

Che lavoraccio, l'arte!

Schizzi e note che sembrano scritti ieri, non ci fosse un sistema elettronico di sorveglianza a ricordarci che siamo al cospetto di una reliquia. All'amico Giovanni racconta la fatica di affrescare i 680 metri quadri di volta della Cappella Sistina.

"Guarda in che posizione mi tocca stare, con il cervello spinto contro la spina dorsale", e butta giù il disegno di una piccola figura intenta a dipingere quello che diventerà un capolavoro.

L'influenza di Michelangelo sullo spirito dell'epoca é raccontata con i lavori di artisti a lui contemporanei: omaggi e copie, incisioni a bulino e dipinti dalle cornici pesanti.

Fra questi spicca, per la bellezza e per la sua storia, Leda e il cigno di Francesco Brina: l'originale michelangiolesco finì bruciato, perchè giudicato "conturbante" dai benpensanti.

E merita una sosta Cleopatra, un disegno a matita nera originale del 1535: dal vivo ha tutt'altro spessore che in fotografia e forse vale da solo una gita a Bienne. Un restauro ha svelato l'esistenza di un altro disegno sul retro del foglio: uguali la sagoma e l'acconciatura a serpente, ma gli occhi sono spalancati e un'espressione di terrore deturpa il viso bello della regina.

Periodo romano

Del periodo romano ci sono lettere e madrigali e una donna fa capolino in un mondo maschile: l'amica Vittoria Colonna, che con le sue rime di tema religioso apre la strada ad altre poetesse.

Michelangelo é diventato l'architetto della Fabbrica di San Pietro e non ha più bisogno di presentare note spese, ma ancora si lamenta dei capricci e delle pretese di principi e papi.

E' un filo rosso che attraversa tutta la sua vita e dunque questa mostra: uomini di potere, mecenati e committenti che imprimono il ritmo ed impongono gusti e condizioni.

Mecenati e sponsor

Sono i committenti, in fondo, che consentono a Michelangelo di creare: io pago, dunque comando. Un tema che brucia durante la piacevole visita della Fondazione Baula, dove il raccoglimento é disturbato dai marchi degli sponsor, stampati persino sulle legende dei pezzi esposti.

Il logo a colori di orologi e automobili stride con le carte ingiallite dal tempo, i caratteri eleganti di un sonetto, l'esemplare originale de "Le Vite dei più eccellenti Architetti, Pittori e Scultori italiani, da Cimabue insino ai tempi nostri" del celeberrimo Giorgio Vasari.

Alla Fondazione allargano le braccia: la tappa svizzera della mostra è stata realizzata grazie al contributo generoso di imprese locali, che hanno chiesto in cambio questa visibilità. Peccato: un amante fa una gran bella figura, se riesce a non essere invadente.

D'altronde senza sponsor come fa una Fondazione privata ad organizzare una mostra internazionale? Persino il piccolo aiuto concesso dal Comune di Bienne ha scatenato risentimento negli altri musei cittadini!

Serena Tinari

Fatti e cifre

La giovane Fondazione Baula organizza il Kultur Apero. Tutti i giorni dopo la chiusura il museo può essere affittato per cocktail con visita guidata.
Le ferrovie applicano lo sconto del 20% sui treni da e per tutta la Svizzera.
La Fondazione organizza insieme alla romana Palladio un viaggio alla scoperta dei luoghi di Michelangelo. Una settimana a metà gennaio a spasso fra Roma e Firenze, Lucca e Arezzo, i marmi di Carrara e la casa di Caprese.
Informazioni: 032/3252811.

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In breve

Non aspettatevi grandi stanze zeppe di quadri originali: si tratta di una piccola esposizione che contiene una sola vera opera del Maestro, un bellissimo disegno a matita. Piuttosto, quella di Bienne é un'occasione per curiosare in un'epoca lontana e per scoprire inaspettate analogie con il presente.

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