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La Confederazione stila un bilancio positivo del contributo all'allargamento dell'Unione europea (Ue). Il "miliardo di coesione", che finanzia da dieci anni 300 progetti nell'Europa dell'est, ha dato i suoi frutti, e l'immagine della Svizzera ne è uscita rafforzata.

Il contributo di 1,3 miliardi di franchi mira a ridurre le disparità economiche e sociali nell'Ue, si legge nel rapporto 2016 della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) pubblicato oggi.

I progetti hanno avuto un effetto positivo sullo sviluppo dei Paesi partner. Inoltre, l'aiuto migliora i rapporti fra la Confederazione e i nuovi Stati membri dell'Unione, portando vantaggi sul piano politico ed economico.

Il "miliardo di coesione" mira a proteggere l'ambiente, favorire la crescita economica e migliorare le condizioni di lavoro, aumentare la sicurezza sociale, quella pubblica e rafforzare la società civile.

I partner del programma sono tredici: Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia e Repubblica Ceca. I contributi variano dai 489 milioni alla Polonia ai 5 milioni a Malta e vengono definiti in base al peso demografico e al reddito medio.

L'Ue attende che la Svizzera rinnovi la partecipazione al fondo di coesione. Interrogata oggi sul tema, la presidente della Confederazione Doris Leuthard ha fatto sapere che Berna "continuerà ovviamente a partecipare alla riduzione delle diseguaglianze sociali in Europa".

La Svizzera non è comunque "sotto pressione dal punto di vista temporale", ha aggiunto la presidente. La decisione sui nuovi pagamenti sarà presa in relazione agli sviluppi dei rapporti fra Berna e Bruxelles.

SDA-ATS