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Mini-scooter e bambini: una prova di forza legale

I mini-scooter: un'invenzione geniale se utilizzata nel modo giusto

(Keystone Archive)

La legge sui crimini commessi dai minori è al centro di una polemica dopo che una bambina di nove anni ha investito con un mini-scooter un uomo anziano, uccidendolo.

Nei confronti della bambina è stata aperta un'inchiesta penale per omicidio colposo.

Secondo la legge svizzera anche un giovane fra i 7 e i 15 anni è legalmente responsabile delle sue azioni, anche se le pene previste sono nettamente inferiori a quelle inflitte ad un adulto.

"Nel caso di Zurigo, la bambina potrebbe semplicemente venir ammonita oppure si potrebbe chiederle di svolgere un lavoro di utilità pubblica", dice a swissinfo Hansuli Gürber, portavoce del procuratore cantonale.

"Nel caso dell'attività sociale, il massimo che potrebbe prevedere la pena è un lavoro di cinque giorni. Cerchiamo sempre di trovare un'attività che si addice al ragazzo e che lo coinvolge nel modo migliore", sottolinea Gürber.

"Immunità penale"

I politici stanno discutendo della possibilità di cambiare la legge, in modo da evitare che ragazzi sotto ai dieci anni vengano perseguiti penalmente. Ma la revisione della legge non entrerà in vigore prima del 2004.

Una revisione che non basta a chi difende gli interessi del bambino. "La mia obiezione principale riguarda il fatto che comunque nei confronti di questi ragazzi viene aperta un inchiesta penale", afferma Stefan Trechsel, professore di diritto penale all'università di Zurigo.

"Per un ragazzo è un peso psicologico non indifferente. Il giovane approfitterebbe di più da una serie di misure educative. Potrebbe anche essere utile rendere attento il giovane sulla necessità di essere più responsabile in futuro".

Le vittime di crimini

Stefan Gürber condivide molti degli argomenti contrari all'attuale sistema ed è, egli stesso, favorevole ad un innalzamento del limite di età per un procedimento penale. Tuttavia, negli ambienti della procura, si ricorda che l'autore di un crimine ha dei doveri nei confronti della vittima di tale crimine.

"Le vittime e le loro famiglie hanno il diritto di conoscere la dinamica del crimine e di conoscerne il responsabile", sottolinea Gürber, "anche se in questo caso tutti sono concordi nel ritenere assurdo che una bambina di quella età venga punita".

"In origine il limite di età era fissato a 12 o a 14 anni, ma dopo il caso di Jamie Bulger, il piccolo inglese picchiato a morte da due ragazzini di dieci anni, questo limite è stato rimesso in questione", dice Hansuli Gürber.

Secondo il professor Trechsel, invece, la legge non dovrebbe basarsi su casi isolati ed estremi, come quello inglese. E anche in questo sepppur tragico caso, i bambini coinvolti nella vicenda dovrebbero venir trattati in un altro modo e non come gli adulti.

Diritti dei bambini

Anche la Corte europea dei Diritti dell'Uomo aveva criticato il modo di procedere dei magistrati inglesi e affermato che si trattava di una violazione dei diritti fondamentali dei bambini.

Trechsel ammette che è molto difficile fissare un limite d'età ma ritiene che il limite di 12 anni è troppo basso. "Un ragazzo che commette un simile atto ha grossi problemi e va aiutato. Ma un'assistenza specifica, un aiuto professionale e la partecipazione umana alle difficoltà di questi ragazzi dovrebbe essere al centro dell'attenzione di chi si occupa del loro futuro", dichiara il professore zurighese.

Mark Ledsom

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