Moritz Leuenberger, un anno di grandi catastrofi

Il presidente della Confederazione durante l'incontro con i giornalisti a Palazzo federale Keystone

Ma i tragici avvenimenti, cui è stato confrontato durante la sua presidenza, hanno pure rappresentato un'opportunità di «serrare i ranghi».

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 novembre 2001 - 16:28

«Ho voluto essere presente per tutti nel corso di quest'anno», ha detto Moritz Leuenberger, nell'incontro con i giornalisti, lunedì a Berna. «I miei discorsi a seguito delle catastrofi hanno dato vita a un sentimento comune. Molte persone mi hanno scritto di essersi sentite risollevate, sentendo le loro preoccupazioni espresse nelle mie parole», ha aggiunto. Prima di essere eletto a questa carica, le parole «coesione nazionale» erano un principio un «po' astratto», ma durante l'anno di presidenza ho potuto sentirne la portata in numerose occasioni, ha aggiunto.

Secondo Leuenberger, il sistema della presidenza a turno è una buona cosa: permette a tutte le categorie della popolazione di sentirsi rappresentate. Il responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) propone comunque di dotare il presidente della Confederazione di uno Stato maggiore ampliato e costituito di rappresentanti di altri dipartimenti, in particolare degli affari esteri e della difesa.

Saper delegare

«Ho avuto bisogno di tempo per realizzare, ad esempio, che gli ospiti stranieri devono essere accolti dinanzi alla porta», ha proseguito. Leuenberger ha ricordato anche le critiche che ha dovuto subire durante la sua doppia funzione di presidente e di ministro: «mi hanno rimproverato di rifugiarmi nei bei discorsi invece di affrontare i nodi dei problemi».

Per poter garantire sia i compiti presidenziali che gli affari correnti del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni bisogna saper delegare: «le commissioni parlamentari devono capire che non si può essere presenti a tutte le loro sedute», ha ricordato.

Restare al DATEC

Nonostante la mole di lavoro al DATEC, Leuenberger non ha intenzione di cambiare dipartimento. «Attualmente vi sono molti problemi che concernono il mio dipartimento, ma la tendenza può anche mutare. Ad esempio in caso di forte afflusso di rifugiati», ha detto.

Una lista con 50 «avvenimenti che hanno segnato l'anno presidenziale 2001» è stato distribuito alla stampa. Il testo inizia con il ricevimento di Capodanno del corpo diplomatico, l'11 gennaio, e si conclude con la visita ufficiale in Ungheria i giorni 11 e 12 dicembre.


swissinfo e agenzie

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