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40 abitanti, due lingue, un sindaco

Alberto Tomamichel è sindaco di Bosco Gurin, il villaggio più alto del canton Ticino. Qui però non si parla solo italiano, ma anche il dialetto walser.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 febbraio 2018 - 13:00
Nora Hesse

Ai margini del villaggio, che conta 40 abitanti, Alberto Tomamichel alleva 15 mucche. Non ha mai fatto parte di un partito e se fa politica è solo per passione. «In quanto sindaco di un comune si è costantemente a contatto con la gente e ci si impegna in favore del paese», dice.

Quest’inverno, a Bosco GurinLink esterno (1'500 metri di quota) sono caduti due metri di neve. Alberto Tomamichel si fa strada attraverso i cumuli di neve e indica delle grandi lastre di pietra situate tra i pilastri di legno. «I Walser hanno costruito le stalle in modo che i cereali non fossero a diretto contatto con il terreno. Sono belle case. E di sera, appunto quando c’è molta neve, ci si sente come in una fiaba».

Ultimo di sette figli, Tomamichel ha dovuto iniziare presto ad aiutare la famiglia nella fattoria. «Mio padre è morto quando avevo 8 anni. I bambini hanno quindi dovuto occuparsi di molte cose», ricorda. In seguito ha svolto un apprendistato di falegname e oggi, di tanto in tanto, lavora anche come maestro di sci sulle piste di Bosco Gurin. «Ho sempre sognato di avere la mia stalla e la mia fattoria», confida. Da cinque anni, il suo sogno è realtà.

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