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Made in Ticino

La crisi causata dal coronavirus ha suscitato una nuova consapevolezza nel modo di consumare. I prodotti locali sono diventati più attraenti e per quelli fatti a mano vi è un nuovo slancio. L'esempio di tre amici ticinesi. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 giugno 2020 - 17:03
Nora Hesse

Le sorelle Veronica e Valeria Panizza e il loro collega Damiano Merzari hanno deciso già nella primavera del 2019 di allestire un piccolo padiglione in riva al lago di Lugano per vendere i prodotti dei giovani ticinesi: abiti, scarpe, saponi o magliette e asciugamani da bagno stampati. Vengono proposti anche i tipici boccalini ticinesi, le piccole caraffe per il vino d'argilla, con un design reinterpretato.

Il tutto è iniziato con un bisogno personale, racconta Veronica Panizza: "Volevamo avere in casa solo dei bei prodotti ticinesi. Abbiamo fatto molte ricerche, poi abbiano iniziato a produrre noi stessi e abbiamo contattato amici e conoscenti che facevano oggetti bellissimi". I souvenir si vendono molto bene, ma ciò non basta per guadagnarsi da vivere. "Non è un'attività lucrativa e abbiamo tutti un lavoro regolare".

swissinfo.ch


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