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Musica: Carosone, un secolo di canzoni napoletane tra swing e blues

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 gennaio 2020 - 14:38
(Keystone-ATS)

Era nato a Napoli il 3 gennaio del 1920 Renato Carosone e domani avrebbe compiuto 100 anni.

Cantautore, pianista, direttore d'orchestra e compositore è stato uno dei maggiori autori e interpreti della canzone napoletana e della musica leggera italiana tra il secondo Dopoguerra e la fine anni '90 miscelando e contaminando i ritmi della sua terra con le musiche d'oltreoceano. Jazz, swing, boogie-woogie, blues, cha cha cha e rock and roll. Conquistato dai ritmi americani, dai profumi d'Oriente, dal sound latino.

Indimenticabili brani quali "Torero", "Caravan petrol", "Tu vuò fà l'americano", "O sarracino", "Maruzzella", "Pigliate 'na pastiglia". E' stato uno dei primi cantanti italiani, accanto a Domenico Modugno, ad aver venduto dischi negli Stati Uniti senza inciderli in inglese. Genio precoce Renato Carosone, scrisse la sua prima composizione per pianoforte a 14 anni, "Triki-trak", fu sempre sostenuto da una famiglia di intellettuali e artisti, il padre era impresario del Teatro Mercadante e suonatore dilettante di mandolino.

Prima di affermarsi sulla scena internazionale la gavetta è stata lunga, ma importante. Il teatrino dell'Opera dei Pupi di don Ciro Pena, le tournée nell'Africa Orientale a seguito di "compagnie di arte varia". Massaua in Eritrea, Asmara, Addis Abeba e poi ancora l'Italia, Napoli, Roma. Musica e canzoni, orchestre da ballo. E la prima grande delusione dopo il provino per la Fonit. "Trovatevi un mestiere serio - lo apostrofò un importante impresario svizzero titolare di una catena di locali notturni - Lasciate perdere, Carosone".

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