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Nagorno-Karabakh: abbattuto elicottero, sale tensione

(Keystone-ATS) Tensione alle stelle nel Nagorno-Karabakh, dove il conflitto tra Armenia e Azerbaigian congelato da circa vent’anni rischia di tornare a far scorrere il sangue in questo lembo di terra del Caucaso meridionale conteso da sempre da Baku e Ierevan.

A portare Armenia e Azerbaigian a un ennesimo aspro muro contro muro è stato l’abbattimento di un elicottero militare Mi-29 armeno da parte delle truppe azere e la morte dei tre membri dell’equipaggio: un episodio al quale il portavoce del ministero della Difesa di Ierevan, Artsrun Ovannisian, ha immediatamente reagito minacciando “conseguenze molto pesanti” per gli azeri.

Le parole di fuoco di Ovannisian fanno temere una nuova escalation di violenze in un territorio in cui tra il 1988 e il 1994 si è combattuta una sanguinosa guerra che è costata la vita a circa 30.000 persone. E dove negli ultimi mesi le reciproche accuse di attacchi armati si sono moltiplicate e l’intensificarsi degli scontri a fuoco a partire da luglio ha portato alla morte di decine di militari da entrambi i lati.

Il Nagorno-Karabakh è una terra di mezzo da secoli abitata da armeni cristiani e turchi azeri e finita sotto il dominio dell’impero russo nel XIX secolo. In epoca sovietica è stata assegnata all’Azerbaigian nonostante la maggioranza della popolazione sia di etnia armena e con il crollo dell’Urss è scoppiato un grave conflitto conclusosi nel maggio del 1994 con la firma di una tregua a Bishkek. Ma kalashnikov e cannoni non sono mai stati messi a tacere del tutto.

L’Azerbaigian, che è un importante esportatore di petrolio, ha più volte minacciato di riconquistare il Nagorno-Karabakh. L’Armenia, armata dalla Russia, risponde dicendosi pronta a respingere l’eventuale attacco.

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