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Naufragio elvetico contro la Germania

Heiko Westermann sovrasta Philippe Senderos

(Keystone)

A Basilea i rossocrociati sono stati sconfitti per 4-0 dalla "Mannschaft". A 70 giorni dall'inizio dell'Euro la disfatta mette a nudo le carenze elvetiche. swissinfo, presente a Basilea, analizza questa sconfitta con l'ex giocatore ed allenatore Umberto Barberis.

"Lo stadio del St. Jakob Park pieno, di fronte una grande squadra europea: questa partita contro la Germania dovrebbe sembrare molto a quella che ci attende il 7 giugno prossimo contro la Cechia". L'analisi di Alex Frei alla vigilia dell'incontro era perfettamente azzeccata.

Migliaia di bandiere rossocrociate accolgono l'entrata in campo degli elvetici. Il desiderio espresso da Kuhn è chiaro: vuole una "Svizzera ambiziosa".

Il tecnico rossocrociato opta per un 4-3-1-2 inedito, con Barnetta a sostegno delle due punte Derdyok, che per la sua seconda selezione parte per la prima volta titolare, e Frei, che festeggia il suo ritorno in nazionale dopo un anno d'assenza per infortunio.

Una partita vera

Contro un avversario che non batte da ben 52 anni, la Svizzera vuole inoltre riscattarsi dopo le ultime sconfitte contro Stati Uniti, Nigeria ed Inghilterra.

Sin dal principio si capisce che la partita non sarà una semplice amichevole come tante: in entrambe le squadre vi sono infatti alcuni elementi che devono convincere ancora i rispettivi tecnici. Un nome? Valon Behrami, ad esempio, schierato da Kuhn questa volta a centrocampo. "È stata una partita vera, con dei veri contrasti", commenta Umberto Barberis.

La Germania mette subito i rossocrociati sotto pressione, che non riescono praticamente mai a rendersi pericolosi davanti a Lehmann.

Al 22° la Germania passa in vantaggio: Klose, un po' dimenticato dalla difesa elvetica, insacca dopo un centro di Gomez, solo sfiorato da Benaglio. "Un vantaggio meritato", secondo Barberis.

Al 29° prima e sola occasione nel primo tempo per i rossocrociati. Centro di Senderos, testa di Frei, ma Lehmann è attento. Allo scadere ancora Frei – "molto presente", dixit Barberis – mette di poco fuori su punizione.

Difesa da rivedere

Nella ripresa gli elvetici entrano in campo determinati a ribaltare il risultato. In attacco Nkufo prende il posto di Derdyok.

Il buon momento dei rossocrociati è però un fuoco di paglia: nello spazio di sette minuti, tra il 60° e il 67°, l'attaccante dello Stoccarda Gomez mette a segno una doppietta che mette a nudo le difficoltà della difesa elvetica, in particolare dei due centrali Senderos ed Eggiman. "Abbiamo ceduto in difesa – commenta Barberis – Senderos non era in giornata".

Kuhn procede a diversi cambiamenti, ma l'andamento della partita non cambia. La Germania controlla e la Svizzera cerca di imbastire qualche azione, senza però trovare uno spiraglio. A due minuti dallo scadere Podolski punisce forse fin troppo severamente i rossocrociati: 4-0, la sconfitta più pesante dell'era Kuhn, dopo un altro 4-0 subito contro la Russia il sei ottobre 2001. Il pubblico è ormai ammutolito e non risparmia i fischi all'undici rossocrociato. Per vedere una "Svizzera ambiziosa" dovrà attendere.

"La squadra non è ancora assestata bene a livello tattico", spiega Barberis. "Questa partita non ha certo aiutato Kuhn a risolvere i suoi dubbi".

Ancora due amichevoli

"È una sconfitta che fa male, abbiamo commesso errori che a questo livello non si devono commettere", ha dichiarato Kuhn. "Fisicamente non siamo capaci di competere con un simile avversario".

Discorso opposto naturalmente per Joachim Löw, il selezionatore tedesco, che dalla amichevole di Basilea ha sicuramente tratto diverse certezze.

E a livello morale quali possono essere le conseguenze di una simile disfatta? "O fa naufragare la squadra, oppure provoca una reazione – dice Barberis. C'è inoltre il rischio che vengano messe in discussione le scelte di Köbi Kuhn e ciò non è sicuramente positivo".

Ora restano solo due incontri a Köbi Kuhn e ai suoi per cercare di trovare delle soluzioni; contro la Slovacchia il 24 maggio e contro il Liechtenstein il 30 maggio. "Vi è ancora tempo – afferma Barberis – è chiaro che non sarà però facile".

swissinfo, Daniele Mariani, Basilea

Umberto Barberis

Nato il 5 giugno 1952 a Sion, in Vallese, Umberto Barberis sarà il consulente di swissinfo sino alla fine del Campionato europeo di calcio. Oltre a commentare le partite della nazionale svizzera, Barberis vi propone le sue annotazioni sul nostro Blog VIP.

Nella sua carriera di calciatore, il vallesano ha conquistato tre coppe svizzere (due volte col Servette di Ginevra e una volta col Sion), due campionati elvetici (col Servette), un campionato di Francia (col Monaco) e quattro coppe della Lega (col Servette).

Nel 1982 è stato eletto miglior straniero del Campionato di Francia.

Ha indossato 54 volte la maglia della nazionale rossocrociata.

Dalla fine degli anni '80 è allenatore.

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Svizzera-Germania, un po' di storia

5 aprile 1908: la nazionale elvetica affronta per la prima volta quella tedesca a Basilea; la Svizzera si impone 5-3.

27 giugno 1920: per il suo primo incontro dopo la fine della Prima guerra mondiale, la Germania affronta la selezione rossocrociata a Zurigo; gli elvetici vingono 4-1.

9 giugno 1938: ai Campionati del Mondo in Francia, la Svizzera crea forse la più grande sorpresa del torneo, imponendosi per 4-2 sulla Germania negli ottavi di finale; la squadra tedesca era la grande favorita del torneo, soprattutto dopo che aveva integrato i più forti elementi della compagine austriaca (l'Anschluss era avvenuto nel marzo dello stesso anno).

19 dicembre 1990: a Stoccarda la Germania si impone 4-0 contro i rossocrociati nel primo match della storia della nazionale, dopo la riunificazione.
 

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