NE: sei cani avvelenati da cianobatteri, vietata la balneazione

Le autorità neocastellane hanno vietato la balneazione in un tratto di lago poco ad ovest del capoluogo dopo la morte di sei cani in 24 ore, che verosimilmente hanno nuotato in acque molto contaminate da cianobatteri. KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 31 luglio 2020 - 17:50
(SDA-ATS)

Le autorità di Neuchâtel hanno vietato la balneazione in un tratto poco ad ovest del capoluogo, dopo la morte di sei cani che hanno nuotato in acque molto contaminate da cianobatteri. È inoltre sconsigliato fare il bagno in tutte le altre spiagge lungo la costa.

Quanto successo tra la foce dell'Areuse e Colombier, è un fenomeno che non si era mai visto prima, hanno spiegato le autorità in una conferenza stampa tenutasi nel pomeriggio. Il motivo per cui i cianobatteri producono così tante tossine non è chiaro. È noto tuttavia che le condizioni meteorologiche particolarmente calde favoriscono la formazione di queste alghe, dette anche azzurre, verdi-azzurre o cianoficee.

La veterinaria cantonale Corinne Bourquin ha invitato i proprietari di animali da compagnia a non portarli in nessun caso al lago. Milligrammi di alcune tossine sono sufficienti per avvelenare un quadrupede. Un antidoto non è disponibile e la morte interviene rapidamente, ha spiegato. Oggi comunque non sono stati segnalati altri animali morti, dopo i sei cani deceduti in 24 ore da mercoledì.

Il sostituto medico cantonale Laurent Kaufmann, ha aggiunto che le persone non soffrono di un avvelenamento così grave come i cani, e che non sono noti decessi per tale causa. Dato che la contaminazione da cianobatterio è risultata piuttosto elevata, la nuotate saranno di nuovo consentite solo quando tutti i dubbi sulla comparsa delle alghe blu saranno stati dissipati.

Il chimico cantonale Yann Berger ha detto che un cambiamento del tempo, con piogge o temporali, potrebbe disinnescare la situazione.

Già ieri sera la polizia neocastellana ha effettuato un'evacuazione preventiva dei bagnanti nella zona interessata, spiegando loro i rischi. Per le altre spiagge lungo il litorale attualmente non è stato rilevato alcun caso identico.

I cantoni limitrofi (VD, FR, BE) che condividono le acque del Lago di Neuchâtel sono stati informati. Questo pomeriggio anche Friburgo ha raccomandato prudenza ai bagnanti che frequentano la sponda meridionale del lago; essenzialmente per tutelare i propri animali.

Interpellate da Keystone-ATS, le autorità di Vaud hanno detto che per ora non hanno riscontrato nulla di simile al caso neocastellano. Intendono effettuare delle analisi nei propri laghi e informare i comuni. Per precauzione il medico cantonale ha temporaneamente sconsigliato di andare a nuotare nelle località in riva al Lago di Neuchâtel.

Anche nel canton Berna, pure confinante con lo stesso bacino, non si conoscono casi di cani che siano morti di avvelenamento dopo un bagno in uno dei tanti laghi e laghetti della regione.

Benché non limitrofe, anche le autorità di Ginevra hanno rassicurato: attualmente non è stata rilevata alcuna presenza significativa di cianobatteri nel Lemano e non è giunto nessun annuncio di contaminazione veterinaria. Secondo il dipartimento del territorio deboli concentrazioni di batteri si verificano ogni due anni, ma non è mai risultata la presenza di tossine.

I cianobatteri si sviluppano in acqua piuttosto stagnante, con colonie a forma di massa gelatinosa o di filamenti che galleggiano in superficie. La loro crescita è favorita dalle alte temperature come quelle attuali. Anche una volta tolti dall'acqua possono rappresentare un pericolo. È l'ingestione che provoca intossicazione. Numerose specie di cianobatteri sono capaci di produrre tossine che agiscono a livello nervoso ed epatico, risultando esiziali anche per l'uomo quando nell'acqua vengono raggiunte concentrazioni molto alte.

La loro presenza è nota anche nei laghi di Zurigo, Greifen (ZH) e Baldegg (LU). Il fenomeno di solito non presenta più inconvenienti dopo il passaggio di temporali e piogge.

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