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Nella morsa del maltempo

Come nel 2000 il lago Maggiore torna ad invadere le strade di Locarno (foto: P. Barlocchi)

(swissinfo.ch)

La pioggia caduta negli ultimi giorni su Grigioni, Ticino e Nord d'Italia continua a provocare danni.

Frane, case allagate, strade interrotte e laghi a livello record: questo il bilancio di un novembre atipico.

"Gemmea l'aria, il sole così chiaro/ Che tu ricerchi gli albicocchi in fiore..." Chissà se oggi Pascoli rispolvererebbe queste stesse parole per descrivere il mese di novembre.

Grigioni e Ticino fanno i conti con una pioggia insistente e l'Italia del Nord è sottacqua: sembra proprio che quella novembrina non sia più un'epoca di sole chiaro, d'aria di vetro e di terra che comincia ad indurirsi per il freddo.

"Piove piove, la gatta non si muove..."

Stando alle dichiarazioni dell'osservatorio meteorologico di Locarno-Monti, nelle ultime due settimane nella zona di Magadino sono caduti 750 mm di pioggia, un quantitativo quadruplo rispetto alla media di novembre degli anni precedenti (180mm).

Queste precipitazioni straordinarie sono all'origine di numerosi disagi per la popolazione delle zone colpite. I più fortunati sono costretti in casa a causa di strade inondate o interrotte, altri invece hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni o, peggio, le hanno viste sparire sotto montagne di fango.

Se la gatta della filastrocca non si muoveva perché alla pioggia preferiva il calore del focolare, gli sfollati di oggi non sono liberi di muoversi come vorrebbero perché la pioggia glielo impedisce.

Svizzera solidale

La volontà di essere solidali in caso di catastrofi naturali è una delle caratteristiche positive dei confederati.

Anche in quest'occasione gli svizzeri si sono mostrati generosi e in una settimana la Catena della solidarietà ha raccolto più di un milione di franchi.

Si tratta di soldi distribuiti in modo sussidiario per far fronte ai costi non coperti dalle assicurazioni. Attualmente gli assicuratori privati hanno ricevuto richieste di risarcimento danni per almeno 55 milioni.

La cifra non è definitiva. Da un lato non sono stati considerati i danni coperti da altre assicurazioni - come i danni agli edifici grigionesi - e dall'altro la situazione metereologica, che potrebbe essere all'origine di ulteriori problemi, non si è ancora stabilizzata.

Samuel Schmid nei Grigioni

Nei Grigioni, la situazione dovrebbe cominciare lentamente a migliorare. Il peggio sembra passato, ma non è il caso di abbassare la guardia. I collegamenti tra le varie regioni del cantone sono ancora difficili e non è tempo di stilare un bilancio definitivo dei danni.

Il consigliere federale Samuel Schmid ha deciso di rendere visita personalmente all'Oberland grigionese, una delle zone più colpite dal maltempo. Al termine della sua visita a Schlans Schmid ha dichiarato che i 70 militari impegnati nei lavori di sgombero rimarranno sul posto.

"L'esercito non abbandonerà la popolazione grigionese al suo destino" ha affermato il consigliere UDC. Schmid ha aggiunto di essere stato molto colpito nel vedere come il cimitero del villaggio grigionese sia già stato liberato dal fango e cosparso di fiori.

Il previsto abbassamento del limite della neve dovrebbe consentire una tregua ad alta quota e ridurre la quantità d'acqua che confluisce a valle. Si spera così che non si verifichino altre frane, come quelle che hanno devastato i villaggi di Pigniu e Schlans.
Al momento le persone che attendono di poter far ritorno a casa sono ancora più di duecento.

Anche il Grigioni italiano sta facendo i conti con le abbondanti precipitazioni. A Poschiavo sono state evacuate all'incirca dieci persone. Si tratta di una misura precauzionale, presa dopo la caduta di alcuni massi e di una piccola frana. Per il momento i danni sono limitati, ma alla memoria della gente si riaffaccia il ricordo della tragica alluvione del 1987.

Acqua e terra, terra ed acqua

Ma non è solo Poschiavo a ricordare con apprensione il 1987. La vicina Valtellina è tagliata in due da una frana all'altezza di Tresenda e gli sfollati sono più di 1300.

Se si prende in considerazione l'intera Lombardia il numero delle persone evacuate sale a 6'800. Particolarmente colpite sono le zone di Lodi e del Comasco, dove il lago continua a crescere ed è già straripato in più punti.

La provincia di Varese ha chiesto al presidente del Consiglio Berlusconi di dichiarare lo stato d'emergenza per la regione, duramente colpita dal maltempo.

Acqua alta: il Ticino come Venezia

In Ticino sono esondati sia il Ceresio che il lago Maggiore. Se fosse stato permesso, per passeggiare sul lungolago si sarebbero dovuti indossare gli stivaloni da pescatore.

A Riva San Vitale il Ceresio ha raggiunto l'area del piazzale antistante il golfo, ma non dovrebbe arrivare allo stesso livello del 1951. Tuttavia i
272 m registrati rappresentano il livello più alto degli ultimi decenni.

A Locarno molti scantinati sono stati allagati. Parecchi edifici comunque erano muniti dei nuovi sistemi antipiena, introdotti dopo l'esondazione del 2000.

Il valico autostradale di Brogeda è stato chiuso per una frana caduta sul versante italiano e anche il traffico ferroviario ha subito dei rallentamenti.
Durante la giornata di mercoledì il prefetto di Varese ha inoltre deciso la chiusura del valico doganale di Ponte Tresa.

Gli occhi dei responsabili della sicurezza restano puntati sulle varie zone a rischio di scoscendimenti, sul livello dei laghi e sulla portata dei corsi d'acqua. E qualche volta si alzano al cielo, nella speranza di scoprire un raggio di sole.

Doris Lucini, swissinfo

Fatti e cifre

Magadino ha registrato 750 mm di pioggia in 14 giorni; la media per il mese di novembre è di 180 mm.
All'incirca 240 le persone evacuate nei Grigioni.
Più di 6800 gli sfollati in Lombardia.
Ceresio e Verbano sono straripati.
Pericolo di frane in tutta la regione colpita dal maltempo.
Disagi al traffico ferroviario e stradale.
In una settimana la Catena della solidarietà ha raccolto più di un milione di franchi a favore delle zone sinistrate.

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