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Nessun indennizzo per le vittime di reati all'estero

I poteri pubblici indennizzeranno in futuro solo le vittime di reati in Svizzera, come quelle della sparatoria di Zugo nel 2001

(Keystone)

La Camera dei cantoni ha adottato la revisione della Legge sull'aiuto delle vittime di reati. Seguendo l'esempio della Camera del popolo, i senatori hanno deciso di sopprimere i risarcimenti per gli atti di violenza subiti all'estero.

Nonostante l'opposizione della sinistra, il Consiglio degli Stati ha inoltre approvato l'introduzione di un limite massimo per le indennità versate alle vittime di reati o alle loro famiglie.

Come il Consiglio nazionale nel giugno scorso, anche la Camera dei cantoni ha approvato, con 32 voti contro 9, la revisione totale della Legge sull'aiuto alle vittime di reati, che avrà effetti importanti soprattutto in caso di atti di violenza subiti al di fuori dei confini nazionali.

I cittadini svizzeri vittime di un attentato o di un'altra infrazione all'estero non percepiranno infatti più nessun risarcimento dai poteri pubblici.

"Chi si reca all'estero, deve essere cosciente di trovarsi in zone a rischio", ha dichiarato durante il dibattito parlamentare il ministro di giustizia e polizia Christoph Blocher.

Secondo il consigliere federale, la Svizzera può garantire la sicurezza dei suoi cittadini soltanto sul proprio territorio. In molti casi risulta inoltre difficile verificare con prove alla mano i reati subiti all'estero.

Opposizione della sinistra

Contro la soppressione degli aiuti di atti di violenza all'estero si è battuta la sinistra, che ha tentato di mantenere il versamento delle indennità, a determinate condizioni.

In particolare se la vittima ha il proprio domicilio in Svizzera al momento dei fatti e al momento della presentazione della sua richiesta di indennizzo. Come pure se lo Stato estero, nel quale è avvenuto l'atto criminale, non garantisce un aiuto sufficiente.

Per il senatore socialista Pierre Bonhôte la soppressione del risarcimento è contraria al dettato costituzionale che prevede l'aiuto alle vittime. L'indennità è un riconoscimento sociale per la vittima nonché un sostegno affinché non cada nel bisogno.

"È vero che risarcimenti a titolo eccezionale potranno ancora essere versati - ha detto il suo collega di partito Alain Berset - ma in assenza di criteri vi è il rischio che si cada nell'arbitrio".

Indennità massime

Altra novità centrale del progetto approvata dalla Camera dei cantoni riguarda i massimi previsti per gli indennizzi destinati a persone che vivono in Svizzera.

Con 26 voti favorevoli e 8 contrari, la maggioranza ha scelto di limitare i risarcimenti per torto morale a 70'000 franchi per le vittime stesse e a 35'000 per i loro parenti.

Questa disposizione è stata adottata dalla maggioranza della Camera alta su richiesta delle autorità cantonali. Chiamati già oggi a versare ogni anno decine di milioni di franchi alle persone che subiscono atti di violenza o altri reati, i cantoni temono che si possa giungere anche in Svizzera a risarcimenti esorbitanti, sull'esempio degli Stati uniti.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Nel 2003, i centri di consulenza cantonali per le vittime hanno trattato 23'948 casi, 445 dei quali per fatti avvenuti all'estero.
In 164 casi sono stati accordati indennizzi per un totale di 3,2 milioni di franchi.
In 631 casi riparazioni morali per complessivi 7,2 milioni.
Le spese d'amministrazione dei consultori sono ammontate a 22 milioni.
La somma è a carico quasi esclusivamente dei cantoni.

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