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Nessuna sanzione per banchieri che commetto atti “discutibili”

(Keystone-ATS) Il Consiglio degli Stati non intende vietare l’esercizio della professione ai banchieri che hanno commesso azioni discutibili e che richiedono in seguito l’intervento dello Stato. Con 21 voti contro 12, ha respinto una mozione di Anita Fetz (PS/BS) che chiedeva di non lasciarli impuniti.

L’aiuto urgente fornito a UBS dalla Confederazione non ha comportato alcuna sanzione ai dirigenti da parte dell’Autorità di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA), ha ricordato la socialista. Attualmente, almeno altre undici banche sono nel mirino della giustizia statunitense. “È inammissibile che in simili casi lo Stato debba operare interventi straordinari volti a proteggere le banche, mentre i vertici vengono comunque ancora trattati come se garantissero un’attività ineccepibile”, ha denunciato la Fetz. “Questo genere di impunità è inconcepibile”, le ha fatto eco l’indipendente sciaffusano Thomas Minder. A sua volta, Luc Recordon (Verdi/VD) si è detto “scioccato” da talune pratiche.

La maggioranza si è tuttavia allineata al governo. “Un divieto totale di esercitare la propria professione in caso di intervento statale, senza una violazione grave del diritto di sorveglianza, costituirebbe un danno importante e sproporzionato”, ha sottolineato la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf.

La FINMA ha già il diritto di impedire a una persona responsabile di un reato grave di assumere una funzione dirigeziale per una durata massima di cinque anni. Ma occorre tuttavia provare una responsabilità individuale.

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