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Next: l'architettura dell'immediato futuro

Coop Himmelb(l)au, autori dell'arteplage di Bienne, presentano a Venezia il negozio della BMW di Monaco.

(BMW)

Sono molti gli architetti svizzeri invitati ufficialmente all'ottava Mostra Internazionale d'Architettura di Venezia.

Deyan Sudjic, il nuovo direttore ha scelto un centinaio di progetti "reali", che verranno costruiti nei prossimi 5 anni.

Se l'edizione precedente della Biennale d'architettura di Venezia, curata dall'italiano Massimiliano Fuksas, era stata all'insegna del "multimediale" e con una forte componente estetizzante, l'edizione intitolata Next, diretta per la prima volta da Sir Deyan Sudjic, segna un ritorno alla "realtà".

Il titolo di baronetto, Sudjic se l'è guadagnato per i servizi resi all'architettura in Gran Bretagna, dove ha fondato la rivista Blueprint e curato la rinascita di Glasgow. In Italia è alla guida della prestigiosa rivista Domus.

Emozioni anche per i non architetti

Non vi sono molti altri manager culturali che, come Deyan Sudjic, sarebbero stati capaci di allestire una mostra così ricca di sostanza, chiara, con spiegazioni succinte e accessibili anche al grande pubblico, e che riesce a sorprendere senza cedere alla voga del multimediale.

Tranne un paio di casi, non ci sono video o modellini virtuali in Next, ma disegni e modelli veri, a volte addirittura pezzi di muro, ricostruzioni in scala uno a uno di particolari di una costruzione, materiali concreti, da toccare oltre che da guardare.

"Avere a disposizione poco tempo a volte può essere un vantaggio" dice Sudjic a swissinfo mentre con un gruppo di giornalisti attraversa la mostra.

Per scegliere i 140 progetti, che secondo il direttore rappresentano il meglio dell'architettura a livello internazionale, Sudjic ha visitato personalmente una cinquantina di studi. Raccogliere gli altri è stato possibile grazie ad una rete consolidata di collaboratori e grazie anche al rispetto di cui gode tra i colleghi.

Tutte presenti le star

Anche se ci sono nomi sconosciuti, sono presenti praticamente tutti i "vip" dell'architettura moderna. Una trentina di architetti, da Tadao Ando a Renzo Piano, Norman Foster o Zaha Hadid, che girano il mondo costruendo praticamente tutti gli edifici più importanti, proprio come i costruttori delle cattedrali gotiche, che si spostavano per tutta Europa da un cantiere all'altro, come ricorda il direttore di Next.

Molti gli svizzeri

Il fattore tempo ha in qualche caso influenzato le scelte: "I nostri modellini migliori erano stati riservati da una grande esposizione di Montreal molto prima che la Biennale si mettesse in contatto con noi", spiega Jacques Herzog, dello studio basilese Herzog&deMeuron."Ma abbiamo fatto il possibile per mandare a Venezia altri due modelli di progetti che sono in fase di realizzazione".

Si tratta di una piazza e di un forum per spettacoli a Barcellona e di un piano regolatore urbanistico a Santa Cruz de Tenerife. Molto suggestiva la ricostruzione di un pezzo di muro di blu intenso del progetto di Barcellona.

Gli altri svizzeri presenti a Venezia sono Bernard Tschumi, con due progetti di musei, quello dell'Acropoli ad Atene e il museo di Arte Africana a New York. Lo studio Diener&Diener, che ha vinto il concorso per l'ampliamento della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, Peter Zumthor con il Museo Diocesano di Kolumba (Colonia). Questo progetto è esposto alla fine della Mostra, e il modello è all'esterno: si tratta di uno spettacolare oggetto di calcestruzzo del peso di 6 tonnellate.

"Quando ho visitato lo studio di Zumthor sono rimasto affascinato dal modello ed è per me diventata un'ossessione mostrarlo a Venezia", racconta con la sua verve britannica Deyan Sudjic. "Dato il suo peso, il modello rischiava di far crollare il pavimento dell'Arsenale, così ho deciso di metterlo all'esterno. Ci sono volute navi equipaggiate di gru, del peso di un altro paio di tonnellate per collocare il modello.

I buoni architetti sono come i funghi?

"È interessante", risponde Sudjic "ho passato molto tempo in Svizzera e in Germania. In Germania, dove ci sono quasi 80 milioni di abitanti, si fa fatica a trovare più di un pugno di architetti validi. In Svizzera ce ne sono moltissimi in proporzione."

"Forse è proprio come dice un mio amico architetto spagnolo", conclude Sudjic "I buoni architetti sono come i funghi, basta averne uno in cantina e tanti altri cominciano a crescere e a moltiplicarsi."

swissinfo, Raffaella Rossello, Venezia

In breve

La Biennale di Architettura di Venezia mostra i cento progetti che diventeranno le icone dell'immediato futuro. Una mostra piacevole e spettacolare, divisa per tipologie, dai musei, alle abitazioni, ai negozi... e non mancano nemmeno le torri! Modellini e disegni in evidenza, poco multimediale e molta concretezza.

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Fatti e cifre

Date della mostra: 8.9.2002-3.11.2002
Direttore: Deyan Sudjic
140 progetti da tutto il mondo
2 sedi: L'Arsenale e i Giardini di Castello
Leone d'oro alla carriera: Toyo Ito
Leone d'oro per il miglior padiglione straniero al Padiglione Olandese
Leone d'oro per il miglior progetto alla Ibere Camargo Foundation di Porto Alegre (Brasile), progettata da Alvaro Siza Vieira.
Premio Speciale per il patrocinio governativo alla Città di Barcellona

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