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Non solo applausi per il voto degli zurighesi

Non tutti vedono di buon occhio l'impegno del canton Zurigo nella Nuova Crossair

(Keystone Archive)

La partecipazione finanziaria del cantone alla nuova compagnia aerea di bandiera era combattuta dai Verdi e dall'UDC, che ora chiede una riduzione delle imposte.

Tirano sospiro di sollievo soprattutto i dipendenti (non ancora licenziati) di Swissair e delle decine di aziende fornitrici, che temevano un ridimensionamento dei piani della nuova Crossair e, con esso, un taglio all'occupazione più forte del previsto.

Ma sono sollevati anche i massimi responsabili di Crossair, che vedono concretizzarsi finalmente la possibilità di incassare i 400 milioni degli altri cantoni che hanno promesso di partecipare al capitale azionario. Finora, soltanto i 31 milioni dei due semicantoni di Basilea sono stati versati, mentre gli altri 15 governi cantonali che avevano promesso la loro partecipazione hanno preferito aspettare il responso di Zurigo. Responso che è certamente, arrivato, ma non in misura plebiscitaria (la punta massima di sì è stata toccata a Kloten, con il 69 per cento) e non senza aver dovuto superare l'aspra opposizione dei Verdi e dell'Udc.

Reazioni contrastanti

Tra i primissimi commenti - che appaiono peraltro contrastanti - quello del presidente dei Verdi di Zurigo, Martin Bäumli, secondo il quale il voto di domenica sarebbe in realtà un no alla crescita dell'aeroporto "I problemi" - ha detto - "non sono stati risolti, ma diventeranno più grandi in futuro. I partiti che hanno appoggiato il credito ora dovranno aumentare i posti di lavoro, come promesso, ed abbassare la soglia del rumore dell'aeroporto. E per me questi due problemi sono inconciliabili".

Dal canto suo, considerando il risultato della votazione, l'UDC zurighese chiede ora una riduzione immediata di tasse e imposte, poiché, sostiene in un comunicato, nonostante alcuni posti di lavoro possano essere salvati, la situazione economica nel cantone si è deteriorata.

L'UDC ha d'altronde annunciato che seguirà con particolare attenzione i futuri sviluppi, badando a che vengano mantenute le promesse, come quella di rivendere la partecipazione cantonale alla nuova compagnia, non appena la situazione lo permetterà.

Soddisfatto invece il Consiglio federale, per il quale gli elettori zurighesi hanno dato un segnale positivo, importante per la nascita della nuova compagnia. Il governo, in un comunicato, sottolinea che la decisione zurighese dovrebbe incoraggiare anche gli altri cantoni a impegnarsi secondo la chiave di riparto prevista.

Per Dominik Schaub, presidente del Partito socialista zurighese, "il risultato della votazione non è in alcun modo un assegno in bianco che permetta una crescita senza limiti dell'aeroporto di Zurigo". I 300 milioni autorizzati devono ora "rendere possibile la realizzazione della soluzione 26/26 per Crossair, il cui ridimensionamento sarebbe ora inammissibile".

Anche per Daniel Vischer, presidente del sindacato Vpod, "il progetto approvato è diventato in un certo senso un incarico dato dal popolo; e se alla fine si venisse a scoprire che il progetto è stato cambiato, sarebbe tutt'altro che piacevole. Ci sono però 60 comuni che, seguendo i Verdi, hanno detto di no. Quindi la critica verso questo sviluppo dell'aeroporto e del traffico aereo è aumentata".

Sollievo in casa Crossair

"La luce verde dell'elettorato zurighese alla partecipazione cantonale di 300 milioni", ha detto il portavoce della compagnia, Patrick Jeandrain, "permette di soddisfare le condizioni poste per il modello 26/26 ", ossia la ripresa di 26 velivoli a lungo raggio e 26 a medio raggio dalla Swissair.

Jeandrain ha pure confermato che la Crossair sta conducendo discussioni in vista di concludere un'alleanza con un gruppo di altre compagnie. Tuttavia ha specificato che al momento "non viene privilegiata nessuna pista. E il fatto che venga ora avanzato il nome della tedesca Lufthansa (Star Alliance) è un puro caso legato al calendario".

Tra le altre opzioni figurano una partecipazione a Oneworld (con la British Airways e l'American Airlines), o a Sky Team (con Air France e Delta), oppure un avvicinamento alla Continental Airlines, la quinta compagnia americana.

Silvano De Pietro, Zurigo

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