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Non solo strade per decongestionare le città

Troppo traffico negli agglomerati urbani: per combatterlo arriva il fondo per le infrastrutture

(Keystone)

Le tasse raccolte per le strade usate anche per i trasporti pubblici su rotaia? È l'idea, accettata dal Consiglio degli Stati, del «fondo per le infrastrutture».

Il fondo è la risposta ad un problema che attende da tempo una soluzione: la crescente congestione del traffico sulle autostrade e nelle regioni urbane.

«È come l'araba fenice che risorge dalle sue ceneri», ha commentato il ministro dei trasporti Moritz Leuenberger, dopo il sì alla creazione del fondo per le infrastrutture che il Consiglio degli Stati ha pronunciato all'unanimità il 21 marzo.

Le «ceneri» sono quelle del progetto «Avanti» che l'elettorato svizzero ha affossato nel 2004 perché affiancava a problemi urgenti, come l'ammodernamento della rete stradale nazionale e la gestione del traffico negli agglomerati urbani, proposte più controverse, in particolare la costruzione di un secondo tunnel stradale nel massiccio del Gottardo.

Al fondo per le infrastrutture proposto dal governo – 20 miliardi di franchi distribuiti su 20 anni – i senatori hanno voluto aggiungere 800 milioni da destinare alle strade principali nelle regioni di montagna e periferiche. Dei 20 miliardi, 14 serviranno a completare e migliorare la rete autostradale nazionale, 6 saranno destinati alle infrastrutture di trasporto pubblico e privato negli agglomerati. Il fondo dovrebbe essere operativo dal 2008.

Il progetto deve ancora essere discusso dal Consiglio nazionale, ma dopo il sì compatto della Camera alta è improbabile che vengano apportati dei cambiamenti sostanziali.

Equilibri

Eppure prima del dibattito parlamentare quello che oggi viene definito «un esempio di concordanza», «un elogio del compromesso svizzero» era un progetto controverso, in particolare perché attinge a fondi derivanti dalle tasse sulla circolazione stradale per finanziare, nelle regioni urbane, anche mezzi di trasporto pubblico su rotaia.

Interpellato da swissinfo, Otto Laubacher, deputato dell'Unione democratica di centro (UDC, destra), proprio non se la sente di tesserne le lodi: «È un progetto poco equilibrato, perché favorisce il traffico ferroviario e tenta di attribuire un evidente vantaggio al fronte degli ambientalisti».

Su un punto però tutti sono d'accordo: non si può più aspettare, la situazione attuale delle strade svizzere è intollerabile. «Bisogna fare qualcosa per alleggerire il flusso del traffico nelle aree urbane», dice Laubacher.

Finanziamento

Per il presidente della Confederazione e ministro dei trasporti Leuenberger il fondo rappresenta la soluzione ideale grazie alla quale viene finalmente superato l'antagonismo strada-ferrovia. Ma le reazioni alla decisione del Consiglio degli Stati dimostrano che nonostante l'accordo i due schieramenti restano divisi.

Il fondo per le infrastrutture sarà finanziato inizialmente con 2,6 miliardi provenienti dal fondo stradale, poi attraverso le tasse su carburante e autostrade.

Una prospettiva che proprio non piace alla lobby del traffico a motore capitanata dal Touring Club Svizzero: il denaro prelevato per il miglioramento e la manutenzione della rete stradale non deve essere destinato a progetti su rotaia.

Franziska Teuscher, deputata dei verdi e presidente dell'Associazione traffico e ambiente (ATA) sostiene, al contrario, che una ridistribuzione di queste risorse è proprio nell'interesse degli automobilisti: «In un'area urbana, il sistema stradale è sottoposto inevitabilmente a dei limiti. Dunque: più veicoli riusciamo a togliere dalle strade e meglio sarà per chi si affida al traffico su gomma per ragioni professionali o private».

La pensano così anche le altre associazioni ecologiste WWF, Greenpeace, Pro Natura e Iniziativa delle Alpi che vorrebbero di più: 6 miliardi di franchi per decongestionare gli agglomerati urbani sono un buon inizio, ma sono insufficienti.

Città e autostrade

Dei progetti ritenuti «urgenti», che puntano ad alleggerire la congestione del traffico nelle aree urbane, fanno parte le nuove linee ferroviarie e di tram a Zurigo e Ginevra. Anche la linea di collegamento tra il Ticino meridionale e Milano dovrebbe essere potenziata in tempi brevi.

«Circa il 70 per cento della popolazione svizzera vive nelle aree urbane: ingorghi, inquinamento e rumore la riguardano molto da vicino», spiega Christian Albrecht dell'ARE (Ufficio federale dello sviluppo territoriale). L'ARE è l'unità del Dipartimento federale dei trasporti responsabile del progetto.

Secondo Albrecht, il fondo è un bel colpo per l'economia nazionale, poiché punta a garantire l'accesso ai centri produttivi del paese, come Zurigo. Il progetto, inoltre, attribuisce alle autorità federali un notevole potere decisionale in materia di pianificazione del traffico nelle aree urbane. Un ambito nel quale tradizionalmente i cantoni e le autorità locali godono di ampia autonomia.

swissinfo

In breve

Nel 2004, l'elettorato svizzero ha respinto la proposta di ammodernare il principale sistema viario nazionale.

Il progetto includeva anche un secondo tunnel nel massiccio del Gottardo e maggiori investimenti nel settore del trasporto pubblico.

In Svizzera, la prima tratta autostradale è stata inaugurata nel 1963. La rete dovrebbe essere completata attorno al 2020.

La rete autostradale nazionale copre un totale di 1,892 chilometri. Alla fine dello scorso anno, risultavano concluse le opere in 1,755 chilometri.

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Fatti e cifre

Fondo per le infrastrutture: 20,8 miliardi di franchi in venti anni (dal 2008).
8,5 miliardi per il completamento delle autostrade.
5,5 miliardi per migliorie alle autostrade (eliminare le strettoie).
6 miliardi per le infrastrutture di trasporto pubblico e privato negli agglomerati.
800 milioni per le strade principali delle regioni di montagna e periferiche.

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