Nuovo scandalo politico ticinese

Lombardi: rieletto in ottobre a Berna e per la seconda volta nel mirino della giustizia. Filippo Lombardi

Il popolari democratici ticinesi prendono le distanze dal proprio senatore Filippo Lombardi, accusato dalla procura di aver gonfiato la tiratura del «Giornale del Popolo», il quotidiano da lui diretto negli anni Novanta.

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 maggio 2004 - 10:48

Personaggio di spicco della politica ticinese, Lombardi non è al suo primo conflitto con la giustizia.

Nella sua seduta di martedì sera, la direzione del Partito popolare democratico ticinese ha preso le distanze dal suo senatore a Berna Filippo Lombardi. Pur non escludendolo completamente, il consigliere agli Stati è stato sospeso da tutte le sue funzioni interne al partito. Una dichiarazione di sfiducia esplicita, un caso eccezionale nel panorama politico svizzero.

Il comitato non è arrivato peraltro all’estrema richiesta di rassegnare le dimissioni. Il partito non può comunque destituire un proprio parlamentare: il mandato popolare è irrevocabile per tutta la durata della legislatura. Lombardi è stato rieletto l’ottobre scorso, benché su di lui pesasse l’ombra di una grave infrazione del codice della strada.

Nuovo procedimento penale

I fatti del nuovo guaio giudiziario di Lombardi risalgono ai primi anni Novanta, quando era direttore del «Giornale del Popolo» (GdP). Allora la direzione del quotidiano della curia vescovile di Lugano aveva falsificato la tiratura, aumentandola di alcune migliaia di copie.

La misura era stata adottata in un clima di forte concorrenza fra i quotidiani ticinesi. Nel 1992, dalla fusione di due titoli regionali era infatti nata la «Regione Ticino». Per evitare che il nuovo titolo superasse il «GdP», relegandolo al terzo posto nel panorama editoriale, la direzione aveva escogitato un sistema per aggirare i controlli della società nazionale che si occupa della certificazione della tiratura per definire il prezzo della pubblicità.

Il caso è venuto alla luce solo poche settimane fa, grazie alle rivelazioni di un giornale satirico. Dunque solo dopo il passaggio di una parte del capitale azionario del «GdP» al concorrente «Corriere del Ticino». Nello scorso febbraio, la curia vescovile ha scelto infatti la collaborazione con l’altra testata pubblicata a Lugano per trovare una via d’uscita dalle cifre rosse.

Lombardi – come hanno fatto d’altronde i suoi successori alla direzione del giornale e i direttori amministrativi – ha ammesso le sue responsabilità. Un suo successore Giuseppe Zois, pure indagato, è impiegato attualmente alla Radio svizzera di lingua italiana RTSI con funzioni dirigenziali. Le indagini non sono ancora terminate.

Lombardi recidivo

Lombardi non è nuovo ai precedenti penali: nella primavera del 2003 era stato trovato al volante della sua automobile senza patente. L’irriducibile della strada è stato condannato a venti giorni di prigione con la condizionale.

Ma il popolo aveva ritenuto il caso un delitto minore e l’ha riconfermato a Berna pochi mesi dopo.

Il caso delle tirature gonfiate potrebbe segnare il declino della carriera del politico. Il 48enne Lombardi è stato segretario generale dei giovani democristiani europei nei primi anni Ottanta, poi giovanissimo direttore del GdP e oggi è direttore della televisione privata ticinese, oltre che presidente dell’associazione nazionale delle televisioni private.

Ticino nella cronaca

L’accusa di tradire gli ideali della libera concorrenza, di cui Lombardi è uno strenuo difensore, arriva dalla «Regione Ticino». Direttamente coinvolto, anche se con una nuova gestione, il «Giornale del Popolo» si mantiene più discreto condannando però l’illegalità dell’atto.

Il «Corriere del Ticino» denuncia invece un’«amarezza, ma anche molti interrogativi» che il caso solleva. Anche la stampa confederata segue con interesse il caso, che nuoce all’immagine della Svizzera italiana.

Per il Ticino e per il Partito popolare democratico si tratta infatti di un’ulteriore difficile prova: già nella scorsa legislatura i tribunali si erano occupati di tre chiacchierati deputati arrivati dal cantone di lingua italiana.

Oltre a Lombardi, fino ad ottobre del 2003 sedevano infatti in Consiglio nazionale due rappresentanti della Lega dei ticinesi: Giuliano Bignasca, cocainomane e pluripregiudicato, e Flavio Maspoli, giornalista e imprenditore condannato per bancarotta e falsificazione di documenti.

swissinfo

In breve

La carriera di Filippo Lombardi:

1981-1987: Segretario generale dei Giovani DC Europei a Bruxelles. (oggi YEPP, Giovani del Partito Popolare Europeo)

1987-1996: Direttore del quotidiano "Giornale del Popolo" a Lugano.

dal 1996: Fondatore, direttore e amministratore dell'emittente TeleTicino

1999: Eletto Consigliere agli Stati, rappresentante del Cantone Ticino, rieletto nel 2003.

Dal 2001: Presidente di TeleSuisse, Associazione delle televisioni regionali svizzere.

2001-2003: Membro della Presidenza e del Comitato nazionale del PPD svizzero, dal quale è stato escluso poi per le sue infrazioni al codice della strada.

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