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Nutrirsi con le molecole del benessere

Nestlé sta rinnovando le ricette di tutti i suoi prodotti.

(CRN)

Nei pressi di Losanna, i ricercatori di Nestlé pongono le basi per gli alimenti del futuro. Tra nuove miscele molecolari, additivi e prodotti dietetici.

Proseguendo una lunga tradizione innovativa, la multinazionale svizzera s'indirizza sempre più verso il cibo personalizzato e adattato alla società moderna. Ma c'è chi non condivide.

"Per più di un secolo, la necessità principale è stata quella di coprire il fabbisogno alimentare di una popolazione crescente", spiega il CEO Peter Brabeck in un filmato promozionale sul Centro di ricerca di Nestlé (CRN) di Vers-chez-les-Blanc, sopra Losanna.

"Ora i consumatori cercano qualcosa in più: la salute, ad esempio", aggiunge.

Nei paesi ricchi, l'obesità, il diabete, l'osteoporosi, e la pressione sanguigna elevata sono in effetti diventati delle malattie e dei problemi di massa. Uno sviluppo che, oltre alla longevità e allo stile di vita, è dovuto anche alle abitudini alimentari.

Nestlé ha così deciso di riorientare le sue attività di ricerca verso il settore benessere e salute.

Il futuro secondo Nestlé? Un maggior ricorso ai laboratori per sviluppare alimenti personalizzati, equilibrati e carichi di ingredienti specifici ai bisogni di diversi tipi di consumatori: il cosiddetto cibo "funzionale".

Batteri probiotici e energia ottimizzata

"Il nostro scopo a lungo termine è che l'intera gamma dei prodotti Nestlé sia dotata di additivi nutrizionali ed offra dei benefici alla salute dei consumatori", dice a swissinfo Hengameh Van der Kaaij, portavoce del CRN.

Finora, sono state riviste le composizioni di circa 700 prodotti. Ad esempio, nel 58% dei casi sono stati ridotti i contenuti grassi, nel 56% le calorie e nel 25% gli zuccheri.

Molti di questi prodotti sono poi stati "completati" dai cosiddetti "Branded Active Benefits" (BAB).

"Si tratta di miscele di molecole che, sulla base dei bisogni dei consumatori e dopo accurate verifiche scientifiche, vengono aggiunte agli alimenti", rileva Van der Kaaij.

Ad esempio i batteri probiotici LC1 negli yogurt che combattono agenti patogeni e migliorano il funzionamento dell'intestino, il composto di vitamine e minerali Actigen E che ottimizza il rilascio dell'energia, le fibre BG-3 che riducono l'assorbimento di glucosio o ancora il composto di acidi grassi Omega 3:6 che favorisce la salute cardiovascolare.

Mercato promettente

Da Danone a Unilever. Da McDonald's alla stessa Nestlé. La corsa al cibo "funzionale", che piace, non ingrassa e far star meglio, riguarda tutti i giganti del settore.

"Mangiare bene, vivere bene" è lo slogan di Nestlé. E buoni affari, potremmo aggiungere. Secondo uno studio realizzato in Inghilterra, il giro d'affari legato al cibo funzionale ha già raggiunto i 30 miliardi di franchi a livello mondiale.

Nei prossimi 10 anni, questo tipo di prodotti dovrebbero rappresentare almeno il 10% dell'intero mercato alimentare.

La multinazionale di Vevey prosegue dunque nel solco della sua tradizione innovativa. Dalla prima farina lattea per i bébé del 1867 al primo caffè solubile nel 1938 (quel Nescafé che è diventato uno dei marchi più ricchi al mondo), alla cioccolata al latte o ai dadi Maggi. Ed ora al cibo elaborato in laboratorio per essere sano.

"È solo marketing"

"Il miglior cibo funzionale? Semplice: una mela o un'arancia. Naturali, ricche di vitamine e a buon mercato", sottolinea non senza ironia François Meienberg, esperto di alimentazione presso l'ONG Dichiarazione di Berna (DB).

Secondo l'esponente della DB, Nestlé e le altre multinazionali cercano di sviluppare un segmento di mercato a prezzi elevati per incrementare i loro margini di guadagno su prodotti, quali cereali o yogurt, che altrimenti dovrebbero vendere a basso costo.

"Questi nuovi alimenti sono soltanto una reazione alle abitudini alimentari poco sane e cariche di zuccheri che abbiamo sviluppato proprio a causa dei prodotti delle multinazionali", aggiunge Meienberg. "Ci fanno ammalare e poi ci curano".

Queste critiche sono condivise anche dalla Fondazione per la protezione dei consumatori, secondo la quale, nella maggior parte dei casi, non vi è alcun bisogno di cibo funzionale specifico.

"Una dieta naturale ed equilibrata e un po' di sport permettono di star bene e di risparmiar denaro", conclude Jacqueline Bachmann, direttrice della Fondazione. "Altro che cibo funzionale...".

swissinfo, Marzio Pescia

Fatti e cifre

Nestlé investe più di un miliardo di franchi all'anno nelle attività di ricerca e sviluppo.
Le ricette di più di 700 suoi prodotti sono già state dotate di elementi funzionali.
Gli alimenti funzionali sono "arricchiti" o adattati per soddisfare particolari esigenze nutrizionali.

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In breve

Nestlé, leader mondiale dell'alimentazione davanti a Unilever, Kraft e Danone, figura tra le prime 30 aziende mondiali in termini di capitalizzazione.

Il gruppo svizzero dà lavoro a 250'000 persone nei cinque continenti. Nel 2005 ha realizzato un fatturato di 91 miliardi di franchi ed un utile di 7.9 miliardi.

Il gigante sta convertendosi sempre più verso il settore benessere e salute.

Il Centro di ricerca di Nestlé a Vers-chez-les-Blancs (canton Vaud) è stato inaugurato nel 1987 e rappresenta la base scientifica di tutto il gruppo. Impiega circa 650 persone provenienti da 50 paesi.

Tra di loro degli specialisti in medicina, fisiologia, statistica, bio-informatica, biochimica, ingegneria chimica, fisica...

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