Oltre il corpo

Estensione del proprio corpo? L'australiano Bowery nel 1994 l'ha interpretata così. Museo Bellerive

Muscoli e protesi, necessità e desiderio: il museo Bellerive di Zurigo ospita una mostra sulla volontà umana di espandere i confini del corpo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 aprile 2004 - 12:03

In un secondo tempo l’esposizione farà tappa al mudac di Losanna.

Si chiama «Body Extensions», ovvero: estensioni corporee. Unghie finte e piercing. Body building e cosmetica, moda e filosofia. Circuiti, computer e meccaniche che completano il corpo.

Parliamo di piccole e grandi tecnologie che hanno reso reali gli scenari che una certa letteratura spacciava per avveniristici pochi decenni fa. Dalla fantascienza al cyberpunk, libri e film che facevano viaggiare per mondi lontani, comodamente seduti sul divano di casa. Protagonisti erano alieni oppure cyborg: individui metà macchina e metà essere umano.

I mutanti della porta accanto

2004. Metti una ragazza nel nord del pianeta. Soffre di cuore e nello sterno ha impiantato un pace-maker. Adora pedalare con la cyclette domestica: il manubrio ha un sensore che calcola battiti e calorie bruciate, un supporto ospita il computer portatile.

L’appartamento è dotato di tecnologia wireless, dunque mentre pedala è connessa con Internet. La fanciulla ha gusti estrosi: scarpe dai tacchi monumentali e reggiseni che sfidano la gravità. Addosso ha due piercing: l’anello di titanio al naso e nella lingua una barretta di acciaio chirurgico. La ragazza è una delle tante mutanti della porta accanto.

La nostra modificazione quotidiana si mette in mostra in «Body Extensions». Un’esposizione godibile, che ha il pregio della chiarezza. Sala dopo sala, si passeggia alla scoperta di prodigi sperimentali e oggetti comuni. Insieme a pezzi d’epoca - prestati dal Museo Nazionale svizzero - a dimostrazione che il percorso dell’estensione corporea non è iniziato ieri.

Una moda che arriva da lontano

Lasciano senza fiato i cappelli firmati Balenciaga, Parigi 1958 e 1967. Non servono a coprire il capo, piuttosto ad espanderne le potenzialità plastiche. Teste che sembrano volare e sfidano le leggi della fisica, in buona compagnia con quelle contemporanee del londinese Philip Treacy.

Nella sala troneggia una protesi sottogonna dall’eloquente nome di «faux cul» e non può mancare il tributo a Vivienne Westwood, regina radicale della moda britannica. Gonne che si chiamano «Esperienza Asimmetrica», giacche dai pettorali rinforzati.

Il trionfo nell’era dello sport e dell’elettronica

Due passi e si sconfina nel mondo dei «Power Bodies»: le protezioni per i giocatori di football e Lara Croft, l’eroina dei videogames dal corpo scolpito. Un manichino lascia intuire le potenzialità del «Wearable Computing», l’elettronica da indossare: telefono e computer con comandi vocali, il monitor negli occhiali.

Uno schermo racconta il lavoro pionieristico e sempre sorprendente di Stelarc, l’artista australiano che sul cyborg ci lavora davvero. Esclusive facoltà di ingegneria ed informatica lo aiutano a costruire interfaccia che completano il corpo umano.

Macchine che comandano ai muscoli di muoversi, gambe artificiali per estendere la portata di un passo. Una capsula elettronica da ingerire e tracciare con uno strumento endoscopico: visioni dall’interno, in diretta sui vostri schermi.

Voglia di seduzione

Le vie dell’estensione passano per gioielli arditi, che penetrano le carni e vi s’innestano transitoriamente: le modificazioni sono sempre un cambiamento, spesso solo un passaggio.

Ecco gli ornamenti della coppia svizzera Miguel, incredibili intrecci di filigrana, legno di noce, placche metalliche di gusto primitivo. È la Hartcelebration, il trionfo del cuore.

Di fronte hanno calzature dai tacchi oltraggiosi. Sono firmate Alexander Mc Queen, indossate da travestiti nelle strade di metropoli. Passando per Anita Moser (Basilea) e naturalmente, Dior.

Modificare il corpo, almeno da fuori. Un monitor rimanda le immagini dello spot di una nota casa cosmetica per un mascara che promette «doppia estensione».

Creare modificando

Una stanza è protetta da una tenda, un cartello sconsiglia la visione alle persone sensibili. Sono le fotoelaborazioni di Angelo A. Lüdin, corpi dagli organi ricombinati ad arte. Un essere con tre capezzoli e nessuno al suo posto, curve impossibili quanto verosimili.

Al centro della sala, il documentario-intervista con Andreas Locher, psicologo e per hobby culturista. L’ormone della felicità, i confini del dolore. «Bisogna essere esibizionisti per amare questo sport», ammette sornione.

A due passi, qualcosa per stomaci forti: le foto di Michel Lio, «Pump it up», sono scatti colorati da un intervento di plastica al seno.

Dall’altra parte della barricata

La mutazione si fa vicina nell’installazione di Marie Isabel Vogel. Semplice ma istruttiva: un corridoio di specchi deformanti et voilà, il mutante sei tu. Una stanza da bagno ostenta le modificazioni della nostra vita quotidiana. Ciglia finte, reggiseni ad acqua e collant push-up, Viagra e ritrovati per il lifting cosmetico.

Stanza delle donne, con qualche memorabilia a ricordare che la mutazione non conosce differenza di genere. È tutta da esplorare la mutanda da uomo made in Usa, che grazie alla gommapiuma simula glutei da atleta e virilità da leggenda.

Deludente l’angolo dei riferimenti bibliografici e d’immagine. Pinocchio, Hulk, la pubblicità che esige femmine sode e toniche. Si sente la carenza di una biblioteca più ricca con i tanti saggi, molti riccamente illustrati, pubblicati sul tema.

Ma l’allestimento della mostra è gradevole e l’effetto-cyborg risulta straniante nelle antiche sale del Museo Bellerive. Quale sarà l’effetto in quelle del mudac, dove l’esposizione si trasferirà il 20 ottobre? Affaire à suivre.

swissinfo, Serena Tinari, Zurigo

Fatti e cifre

Il catalogo della mostra è in francese e tedesco. È stato pubblicato da Arnoldsche Art Publishers e costa 38 franchi.
La designer svizzera Aline Ozkan ha ideato «Body Extensions Quartett», un gioco di 32 carte ispirato alla mostra, ricco di aneddoti e informazioni curiose. È in lingua inglese ed è in vendita presso i musei Bellerive e mudac.

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In breve

Body Extensions è al Museo Bellerive di Zurigo fino al 9 maggio, al mudac di Losanna dal 20 ottobre fino a gennaio 2005.

In mostra ci sono oggetti, video e fotografie sulle infinite strade della modificazione corporea. Dallo sport alla filosofia, dalla moda alla tecnologia.

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