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ONG pronte a lasciare la Corea del Nord

Meno della metà dei nord-coreani mangia a sufficienza

(Keystone Archive)

Le organizzazioni non governative svizzere stanno per rimettere il proprio mandato, dopo l'ordine del governo di lasciare il paese entro la fine dell'anno.

I progetti di sviluppo e di aiuto umanitario in favore di migliaia di nord-coreani sono stati banditi lo scorso agosto.

Il regime comunista aveva tempo fa chiesto ai donatori di fermare l'invio di aiuti d'urgenza alla Corea del Nord, come gli alimentari, e di rimpiazzarli con fondi per l'aiuto allo sviluppo, ma lo scorso agosto alcune ONG sono state radiate dal paese.

Una delle tre maggiori organizzazioni attive in Nord Corea è l'agenzia avventista di aiuto allo sviluppo (ADRA), presente nel paese dal 1999 con sei progetti.

L'ufficio di ADRA è gestito in collaborazione con personale nord-coreano, messo a disposizione dal governo. I finanziamenti giungono da diverse sedi internazionali di ADRA.

«Abbiamo tentato ogni possibile approccio per poter restare, ma sfortunatamente non è stato possibile. Il nostro desiderio è quello di ritornare in futuro e continuare le nostre attività», spiega Alexander Gasser, di ADRA Svizzera.

Un buon raccolto

Con una popolazione di 22 milioni di abitanti, la Corea del Nord basa la propria sussistenza sull'aiuto straniero, da quando una serie di disastri naturali e una cattiva gestione del paese hanno causato il crollo dell'economia a metà degli anni '90.

Quest'anno i raccolti sono andati bene e la Corea del Nord ha stretto accordi bilaterali con la Corea del Sud, che permetteranno al paese di ritornare all'autosufficienza l'anno prossimo.

Dal 1992, ADRA gestisce un panificio nella capitale Pyongyang, dove si produce pane vitaminizzato per gli asili, per migliorare la dieta dei bambini e biscotti integrali.

«La nostra idea era di lasciare i progetti in mano ai locali, ad un certo punto. Abbiamo dovuto farlo più in fretta del previsto», spiega Gasser.

Un sondaggio del Programma alimentare mondiale, realizzato lo scorso anno, ha rivelato che il 37% dei bambini soffrivano di malnutrizione cronica, come un terzo delle madri, che erano anche anemiche.

Risoluzione Onu

Il contesto politico ha avuto un impatto sulle relazioni con le organizzazioni di aiuto umanitario. A novembre un comitato dell'assemblea generale delle Nazioni Unite, ha approvato una risoluzione che esprime seria preoccupazione circa le violazioni dei diritti umani in Nord Corea.

La risoluzione pregava il governo di lasciare proseguire il proprio lavoro alle ONG, dando loro accesso a tutte le regioni del paese.

Ma l'accenno alla violazione dei diritti umani ha innervosito il regime, che ha indurito la propria posizione. I negoziati in corso tra ONG e il governo, per trasformare i programmi alimentari in aiuti allo sviluppo, sono finiti in nulla.

Dieta magra

La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) è in Corea del Nord dal 1996. Dal 2000 i programmi della DSC si sono trasformati da alimentari a programmi di formazione. Essendo un'agenzia governativa, le sue attività non sono state toccate dal divieto.

Ulrich Stürzinger: «Abbiamo espresso il nostro rincrescimento rispetto all'ordine dato alle organizzazioni non governative di lasciare il paese, ma non c'è stato nulla da fare. Anche se le razioni di riso pro persona sono quasi raddoppiate, la dieta non è ancora bilanciata».

«Molte ONG distribuivano cibo a gruppi vulnerabili, come gli orfanotrofi. Bisognerà vedere se queste istituzioni sociali riceveranno l'attenzione che meritano».

swissinfo, Clare O'Dea
traduzione, Raffaella Rossello

Fatti e cifre

ADRA Svizzera sostiene progetti di sviluppo e di aiuto umanitario in zone di catastrofi.

È un'organizzazione non-governativa, appartenente alla Chiesa avventista del settimo giorno.

La seconda ONG svizzera più importante in Nord Corea è Campus per Cristo / Agape internazionale, che ha sviluppato l'allevamento di capre e la produzione di formaggio.

Anche l'Esercito della Salvezza ha finanziato progetti in Nord Corea, ma non ha una missione permantente nel paese.

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