ONU: parole dure della Svizzera nei confronti di Israele

Secondo Nordmann vi sarebbe un uso sproporzionato della forza da parte di Israele nei territori occupati Keystone

L'ambasciatore svizzero presso le Nazioni Unite François Nordmann ha condannato mercoledì a Ginevra le violazioni dei diritti umani commesse da Israele nei territori occupati. Parlando nel corso di un dibattito sulla Palestina organizzato dalla Comissione ONU per i diritti dell'uomo, il diplomatico ha invitato le parti in causa a non abbandonare i negoziati di pace.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 marzo 2001 - 19:55

La comunità internazionale deve condannare con forza il terrorismo e gli attentati contro i civili, siano essi palestinesi o coloni israeliani. L'Autorità nazionale palestinese, secondo il diplomatico, dispone dei mezzi per dare il proprio contributo alla prevenzione della violenza.

Ma molte sofferenze inflitte alla popolazione civile sarebbero imputabili all'occupante israeliano, che fa uso indiscriminato e sproporzionato della forza e ordina punizioni collettive attraverso cosiddette misure di sicurezza.

Il blocco sistematico delle località palestinesi va oltre la semplice restrizione della libertà di movimento: implica infatti altre violazioni sul piano del diritto umanitario, ma anche culturale, economico, politico e sociale, ha detto l'ambasciatore. «Il blocco costituisce non solo una violazione grave del diritto internazionale, ma anche una minaccia per la sicurezza, la pace e la stabilità».

L'ambasciatore ha anche detto che il mantenimento delle colonie ebraiche nei Territori sono fonte di discriminazione e di segregazione in settori vitali quali l'accesso all'acqua. Numerosi paesi arabi hanno chiesto mercoledì alla Svizzera di convocare la quarta Convenzione di Ginevra sul Medio oriente, aggiornata nel luglio del 1999.

swissinfo e agenzie

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