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Parità di diritti per i disabili

Depositata nel 1999 l'iniziativa Parità di diritti per i disabili affronterà il voto popolare il 18 maggio

(swissinfo.ch)

In vista della votazione del 18 maggio parte la campagna dei promotori dell'iniziativa popolare «Più diritti per i disabili».

Il Consiglio federale dice «no» e un comitato si costituisce per combattere l'iniziativa.

Gli handicappati devono poter vivere in modo autonomo ed essere pienamente integrati nella società. Forti di questa constatazione, i fautori dell'iniziativa «Parità di diritti per i disabili» hanno lanciato la campagna di sensibilizzazione della popolazione in vista della votazione del 18 maggio.

Costi troppo elevati

Il Consiglio federale e il parlamento si sono espressi a sfavore dell'oggetto in votazione, ritenendo che le principali richieste dei disabili sono già state soddisfatte nel corso degli ultimi anni, in particolare nel quadro di una legge approvata recentemente dalle camere.

Della stessa opinione è un gruppo di parlamentari borghesi che martedì a Berna ha costituito un comitato contro l'iniziativa popolare «Parità di diritti per i disabili». Per il fronte del no, l'iniziativa comporterebbe una situazione d'insicurezza giuridica e dei costi troppo elevati.

Barriere e discriminazioni sono una realtà

Il comitato a favore dell'iniziativa ribatte che in media i costi di ristrutturazione di un edificio - per renderlo accessibile ai disabili - sono stimati intorno al 2,5%, una spesa «che non è insopportabile», ha fatto notare il consigliere agli Stati Jean Studer (NE/PS).

Il fronte del sì comprende una settantina di parlamentari e 35 associazioni di persone disabili. Per il comitato «Sì al libero accesso - sì all'iniziativa in favore dei disabili» le discriminazioni sono una realtà e solo ancorando il principio della parità di diritti nella costituzione è possibile combatterle.

In Svizzera, circa 700'000 persone sono affette da un handicap (motorio, dell'udito, della vista o altro). Spesso ciò che le persone sane considerano come normale - spostarsi, accedere a degli edifici, servirsi di un distributore automatico - diventa, a causa di barriere architettoniche - quasi impossibile per i disabili.

Non si chiede l'impossibile

Secondo i dati citati da Jean Studer, solo il 20-30% degli edifici pubblici sono accessibili ai disabili. È necessario combattere questa situazione prendendo delle misure «proporzionate ed economicamente sostenibili».

Nessuno insomma vuole costruire un ascensore sul Cervino. Inoltre, ha fatto notare il consigliere nazionale Marc Suter (PRD/BE), un disabile non integrato costa alla comunità molto di più di un disabile autonomo e integrato.

Oltre a favorire l'autodeterminazione delle persone disabili, l'iniziativa vuole aprire gli occhi della popolazione, sovente vittima di pregiudizi e malintesi e per la quale è difficile rendersi conto dell'esistenza di barriere architettoniche.

Una legge giudicata troppo timida

La legge contro le discriminazioni subite dai disabili, approvata recentemente dal Parlamento, è chiamata a svolgere il ruolo di controprogetto indiretto all'iniziativa.

Per il comitato a favore dell'iniziativa questa legge non basta. Un'indennità massima di 5000 franchi in caso di denuncia per discriminazione è troppo bassa e rischia inoltre di confondere le carte in tavola.

«Non essere discriminati è un diritto fondamentale» ha dichiarato Jean Studer «e un diritto fondamentale non deve essere indennizzato, deve essere realizzato».

swissinfo e agenzie

In breve

«Si è già fatto abbastanza», «Si deve fare di più»: con la costituzione di un comitato contro l'iniziativa popolare «Parità di diritti per i disabili» parte la discussione in vista delle votazioni del 18 gennaio.

Costi elevati e incerto statuto giuridico sono gli argomenti di chi si oppone all'iniziativa. Contrari anche Consiglio federale e Parlamento.

Per i fautori del sì, invece, le leggi attuali non sono sufficienti a garantire la non discriminazione dei disabili. Inoltre, le misure previste dall'iniziativa avrebbero un costo sostenibile.

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