Joachim Son-Forget, il deputato "svizzero" con l'agenda di Macron

Joachim Son-Forget durante un intervento all'Assemblea Nazionale francese. Assemblée nationale


Eletto deputato all'Assemblea Nazionale francese nel giugno 2017 quale rappresentante dei francesi residenti in Svizzera e Liechtenstein, Joachim Son-Forget usa il suo talento di mediatore per esercitare peso sulla scena internazionale. Il parlamentare si rallegra della riforma dell'apprendistato in Francia, ispirata (un po') al modello svizzero.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 marzo 2018 - 16:00
Mathieu van Berchem, Parigi

Joachim Son-Forget vive in modo globalizzato il suo mandato di deputato francese. Tra un soggiorno in Corea del Sud per l'apertura delle Olimpiadi e una visita in Libano, riceve i suoi visitatori nel suo piccolo ufficio nel moderno edificio dell'Assemblea Nazionale. "Almeno qui è più funzionale che di fronte, al Palais Bourbon" [lo storico edificio sede dell'Assemblea Nazionale, Ndr.], dice il parlamentare di La République en Marche, il partito del presidente Emmanuel Macron.

Brevi cenni biografici

1983 Nascita in Corea del Sud, poi adozione in Francia.

2005 Master in scienze cognitive.

2008 Studi di medicina in Svizzera.

2012 Sostegno a François Hollande durante le elezioni presidenziali francesi. Segretario della sezione ginevrina del Partito socialista francese.

2016 Sostegno a Emmanuel Macron.

2017 In giugno eletto deputato all'Assemblea Nazionale francese.

2017 In novembre, al congresso de La République en Marche, presenta una lista a difesa di una prassi politica aperta e trasparente. La sua lista ottiene il 17,66% dei voti.

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All'occhiello, a differenza della maggior parte dei suoi colleghi, sfoggia il distintivo dorato dei deputati. Forse per ricordare che è francese, il 35enne residente in Svizzera di origine coreana, che parla perfettamente albanese ed è appassionato di Africa e Medio Oriente.

"I gruppi di amicizia sono un formidabile strumento di diplomazia parlamentare", osserva il deputato, presidente del Gruppo di amicizia Francia-Corea del Sud, vicepresidente di Francia-Israele, Francia-Kosovo e del gruppo di studi sulla Corea del Nord.

Momento favorevole in Corea

Joachim Son-Forget potrebbe avere uno sguardo appassionato sui recenti avvenimenti in Corea, dove ha vissuto i suoi primi mesi da orfano, prima di essere adottato da una coppia della Haute-Marne. Invece, la sua posizione è piuttosto caratterizzata da uno spirito di "mediazione alla svizzera".

"Mi rallegro del tentativo del presidente sudcoreano Moon Jae-in di disinnescare il conflitto, instaurando un dialogo tra i due Stati. È un momento di tregua, favorito dallo svolgimento dei Giochi olimpici, che dovrà essere riesaminato in seguito. Le questioni concrete restano intatte, in particolare la corsa agli armamenti nucleari".

Per il dialogo inter-coreano, come per altri temi, Joachim Son-Forget non punta solo sulla diplomazia. Ha vedute più ampie e conta sullo sviluppo delle scienze cognitive. "Come funziona il cervello, quali sono le sue scappatoie e i suoi limiti? E come si possono sfruttare queste scappatoie nel bene e nel male?", spiega il dottore in medicina e neuroscienze del Politecnico federale di Losanna (EPFL).

Strumenti cognitivi

"Ci sto pensando nell'ambito di un think tank, Global Variations, i cui uffici sono a Losanna, Parigi e presto Seoul". Obiettivo: utilizzare le scienze cognitive per modificare le politiche pubbliche e i comportamenti delle persone, in particolare attraverso le reti sociali.

"Ciò può essere utile per la deradicalizzazione e per l'elaborazione di politiche non coercitive. Nell'era delle 'post-verità', la padronanza di questi strumenti cognitivi può aiutarci anche a contrastare la propaganda di certi Stati".

Il parlamentare usa le scienze cognitive nell'Assemblea Nazionale? Quando dirige con Jean-Luc Mélenchon, leader di France Insoumise e grande figura della sinistra francese, la missione "Mers et océans, quelle stratégie pour la France"? "No, diciamo che ho un modo piuttosto svizzero di fare la distinzione tra le persone e il gruppo ideologico che rappresentano. Con Mélenchon andiamo d'accordo sui temi fondamentali, anche se non sono sulla sua linea quando attacca il 'paradiso fiscale' svizzero".

Un giorno alla settimana, il deputato torna a lavorare come radiologo presso il Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) a Losanna. "Mi permette di tenere i piedi per terra", dice l'iperattivo Son-Forget.

Un'importante riforma dell'apprendistato

Se c'è una pratica svizzera che la Francia invidia, è quella dell'apprendistato. Dopo l'interesse dimostrato da François Hollande durante la sua visita nel 2015 – "senza risultati convincenti", si rammarica Son-Forget –, l'attuale governo ha trovato fonti di ispirazione concrete in Svizzera. La ministra del lavoro Muriel Pénicaud, che è venuta in visita in Svizzera lo scorso autunno, ha illustrato le grandi linee della sua riforma alla metà di febbraio.

"Non si tratta di riprodurre la formazione duale svizzera", ammette Joachim Son-Forget. Per certi aspetti, tuttavia, è una riforma importante: il finanziamento dei Centri di formazione di apprendisti sarà semplificato. Vi saranno misure incentive per l'apprendistato, sia per i giovani che per i datori di lavoro. "E le competenze di insegnamento spetteranno ai rami professionali o alle aziende, non più all'istruzione nazionale", si rallegra il deputato.

Fine diplomatico, Joachim Son-Forget, analizza a sangue freddo i rimproveri che il suo "capo", Emmanuel Macron, rivolge alla Svizzera, accusata di fare "cherry picking" con l'Unione europea, ossia di volersi servire a sua discrezione nel mercato unico. "Il momento, segnato dalla Brexit, è difficile per la Svizzera. Le istituzioni europee non vogliono dare l'impressione che si possa prendere ciò che fa comodo e respingere ciò che disturba. Alla luce degli accordi bilaterali già conclusi, ci sono ancora poche tappe per andare più lontano su un rapporto di fiducia completo".

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