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Parlamento svizzero "L’UDC non riesce a barattare le sue vittorie elettorali con consensi in Parlamento"

deputati seduti in parlamento

Nel parlamento svizzero (qui la sala del Consiglio nazionale) siedono 246 deputati.

(© KEYSTONE / PETER KLAUNZER)

Con il freno sistematicamente tirato sulla politica estera e migratoria, l’Unione democratica di centro esce a testa alta dagli scrutini popolari. In parlamento incassa invece numerose sconfitte. Situazione diametralmente opposta per il Partito popolare democratico: in costante perdita di consensi alle urne, in parlamento ha il vento in poppa. Qual è la ricetta di tale successo? Ce lo svela la prima analisi scientifica dei meccanismi parlamentari da 25 anni a questa parte. Ne abbiamo parlato con Adrian Vatter, responsabile dello studio.

Questo articolo fa parte di #DearDemocracyLink esterno la piattaforma per la democrazia diretta di swissinfo.ch. Qui esprimono il loro punto di vista i nostri collaboratori così come autori esterni. Le loro posizioni non coincidono necessariamente con quelle di swissinfo.ch.

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"Das Parlament in der Schweiz. Macht und Ohnmacht der Volksvertretung"Link esterno (Il parlamento in Svizzera. Potere e debolezza della rappresentanza popolare) è il titolo originale del libro che raggruppa i risultati dell’approfondito studio sull’attività e l’importanza del Parlamento svizzero, svolto da giovani ricercatori dell’Istituto di scienze politiche dell’Università di Berna sotto l’attenta guida del professor Adrian Vatter, che ne è anche l’editore.

swissinfo.ch: Avete osservato un mutamento significativo nell’attività parlamentare?

Adrian Vatter: Abbiamo notato un aumento delle tensioni tra i partiti all’interno delle due Camere, un dato di fatto che influenza anche la legislatura in corso.

Si sono moltiplicati anche i conflitti tra Consiglio nazionale [Camera del popolo] e Consiglio degli Stati [Camera dei cantoni], come traspare dal numero di procedure di appianamento delle divergenze e di conferenze di conciliazione. Anche i disaccordi tra Assemblea federale e governo si sono aggravati e si riflettono in un’emorragia di disegni di legge respinti.

swissinfo.ch: Avete però anche rilevato che la linea di demarcazione classica tra i vari schieramenti non è più così netta. Non è forse un controsenso?

A. V.: Il fronte che separa le ideologie vede sempre contrapposte le coalizioni borghesi da un lato e la sinistra rosso-verde dall’altra, ma la sua importanza sta scemando. A fianco convive infatti anche il conflitto tra l’Unione democratica di centro (UDC) e tutti gli altri. Un classico esempio in tal senso è la posizione in tema di migrazione e politica estera.

Al tempo stesso, i quattro partiti di governo non remano sempre nella stessa direzione, a dimostrazione del fatto che anche al loro interno l’intesa non è affatto idilliaca.

"I disaccordi tra Assemblea federale e governo si sono aggravati e si riflettono in un’emorragia di disegni di legge respinti"

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swissinfo.ch: L’UDC è da anni una forza dominante, anche in Consiglio nazionale, ma si considera un partito d’opposizione. Come si ripercuote questo doppio ruolo sull’attività dell’Assemblea federale?

A. V.: L’UDC fa in un certo senso da contraltare al Partito popolare democratico (PPD), che con la sua linea coerente riscuote un ampio successo in parlamento. Coerenza che invece costa cara all’UDC, che ritrovandosi isolata e senza partner di coalizione deve incassare numerose sconfitte. L’UDC non riesce a barattare le sue vittorie elettorali con consensi in parlamento.

Per il PPD la situazione è diametralmente opposta: la forte disponibilità al compromesso ne annacqua il profilo allontanando l’elettorato, ragione per cui alle urne esce sempre sconfitto.

swissinfo.ch: Ci sembra di capire che ha trovato la formula del successo per i progetti discussi in parlamento. Ce la vuole spiegare?

A. V.: È una formula semplicissima, composta da tre elementi. Primo: il progetto deve provenire dal centro, vale a dire dalla frazione del PPD o del PBD (Partito borghese democratico). Ambedue possono infatti contare su partner di coalizione sia a sinistra che a destra. Secondo: il testo deve avere l’appoggio di una commissione incaricata dell’esame preliminare e terzo, essere deliberato possibilmente prima al Consiglio degli Stati. La Camera alta si dimostra infatti particolarmente ricettiva verso le proposte delle commissioni.

I progetti che soddisfano questi tre criteri hanno effettivamente maggiori possibilità di successo rispetto alle proposte avanzate da partiti localizzati ai poli.

swissinfo.ch: Nelle preferenze dell’elettorato il PPD è da anni in caduta libera. Il suo ruolo di importante "cerniera" per suggellare patti di coalizione inattaccabili sembra essere un elisir di lunga vita.

A. V.: In effetti è così. Ma proprio questo gli costa anche consensi, perché non può mai schierarsi in maniera altrettanto netta di fronte al proprio elettorato come invece fanno l’UDC a destra e il Partito socialista a sinistra. La mia principale preoccupazione è che ad ogni scrutinio questo importante ruolo di "cerniera" sbiadisca un po’, lasciandoci infine orfani di un partito che al centro ha sempre praticato un’importante e costruttiva politica del compromesso.

Adrian Vatter

Il politologo Adrian Vatter è professore all'università di Berna.

(zvg )

swissinfo.ch: Vorrei soffermarmi sulla funzione di controllo del parlamento. Dal 1995 le Camere hanno respinto tutte e 30 le proposte di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta. Stiamo parlando di un fallimento?

A. V.: No, non direi. In questi anni il parlamento si è dotato di organi di controllo permanenti ed efficaci come la Delegazione delle Commissioni della gestione, la Delegazione delle finanze e il Controllo federale e parlamentare delle finanze. Una Commissione parlamentare d’inchiesta viene istituita soltanto per casi clamorosi come lo scandalo delle schedature o quello legato all’acquisto degli aerei da combattimento Mirage.

swissinfo.ch: Il parlamento è l’anello di congiunzione tra i cittadini e il governo. Come sono i rapporti con la base?

A. V.: Il parlamento prende sul serio questa funzione. Constatiamo infatti che ricalca più fedelmente di un tempo l’esito delle votazioni: al suo interno è ad esempio aumentato il numero di rappresentanti dell’UDC irremovibili in tema di politica estera e migrazione. Le divergenze tra base e parlamento si sono appianate, a differenza di quelle con il governo, come menzionato poc‘anzi.

Principali partiti in Svizzera

UDC: Unione democratica di centro (destra conservatrice)

PS: partito socialista (sinistra)

PLR: Partito liberale radicale (centro-destra)

PPD: Partito popolare democratico (centro)

Verdi: Partito ecologista svizzero (sinistra)

Verdi liberali: Partito verde liberale (centro)

PBD: Partito borghese democratico (centro)

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swissinfo.ch: L’elettorato ripete spesso che "tanto a Berna fanno comunque quel che vogliono". Un’affermazione che dunque sarebbe sbagliata?

A. V.: È fuori dubbio che il parlamento cerchi di ricoprire un ruolo attivo e indipendente. Il Consiglio degli Stati in particolare ha una forte influenza. Le Camere sono tuttavia consapevoli del fatto che alle urne è il popolo ad avere l’ultima parola. Ad esempio nei disegni di legge cerca quindi di anticipare quali saranno le reazioni.

swissinfo.ch: Attualmente ci sono due esempi che dimostrano il contrario. La drastica legge trattata in tempi record sul pedinamento dei presunti truffatori del sistema sociale da parte di investigatori al soldo delle assicurazioni. E il mercanteggiamento per riunire in un unico progetto le fallite riforme sulla fiscalità delle imprese e il sistema pensionistico, sebbene di fatto non abbiano niente in comune. Non si è forse persa la giusta misura?

A. V.: Si tratta da un lato dei ben noti cambiamenti di strategia. Il parlamento suddivide i progetti falliti in singoli elementi, come nel caso dell’assicurazione malattia. Oppure li raggruppa in un unico testo.

D’altro canto constatiamo anche nuove tendenze. Un mercanteggiamento così estremo non si era ad esempio mai visto. Si tratta di una dimensione e una qualità nuove e non sempre positive.

swissinfo.ch: Tirate le somme, dobbiamo preoccuparci del nostro parlamento o possiamo dormire sonni tranquilli?

A. V.: Personalmente mi preoccupa che negli ultimi tempi la politica si sia ulteriormente polarizzata e inasprita, con affondi a volte dolorosi.

Al tempo stesso il Parlamento riesce ancora ad immedesimarsi con la base. Tutto sommato, la costatazione che sul lungo periodo le divergenze potranno ridursi mi lascia ben sperare.


Traduzione dal tedesco di Lorena Mombelli

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