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Partito liberale radicale

Fulvio Pelli, presidente del Partito liberale radicale svizzero e consigliere nazionale

(swissinfo.ch)

Fulvio Pelli, consigliere nazionale e presidente del Partito liberale radicale (PLR).

swissinfo: Su quali valori si profila il suo partito?

Fulvio Pelli: Sui suoi valori tradizionali, che sono evidentemente la libertà, l'indipendenza, l'autonomia di scelta, la responsabilità e la capacità di tenere presente che nella nostra società tutti devono avere le medesime possibilità.

swissinfo: Quali i cavalli di battaglia della campagna elettorale?

F.P.: Noi abbiamo impostato la nostra campagna attorno a quattro progetti per la Svizzera del futuro, ognuno dei quali ha un proprio cappello: la Svizzera della conoscenza, della crescita, dell'apertura e dell'equità. Significa prepararsi, attraverso la formazione, per affrontare la vita con maggiori possibilità; essere innovativi e battersi per far crescere il Paese; aprirsi, perché la Svizzera è un paese troppo piccolo per permettersi un isolamento dal resto del mondo; ma anche agire con equità, affinché tutti partecipino al benessere del Paese.

swissinfo: Sicurezza sociale e salute: quali sono le priorità del suo partito?

F.P.: Dal momento che l'equità ci sta a cuore, bisogna garantire il finanziamento delle assicurazioni sociali a lungo termine, mirando ad un equilibrio tra le rendite versate e le fonti di finanziamento. Un lavoro di cesello che chiede la collaborazione di tutte le forze politiche.

Per quanto riguarda la sanità, riteniamo che il sistema svizzero sia troppo bloccato e che sia necessaria una concorrenza controllata che garantisca la trasparenza delle prestazioni e dei costi. Costi che devono essere contenuti, perché alla fine si ribaltano sui premi e quindi sulle persone.

swissinfo: Qual è la posizione del suo partito sull'integrazione degli stranieri?

F.P.: Noi vogliamo una Svizzera non solo aperta sul mondo, ma anche al suo interno. Nel nostro Paese l'integrazione è sempre stata una storia di successo. Generazioni di stranieri si sono integrati e vogliamo che si continui così. Ci vuole dunque disponibilità e, da parte degli stranieri, rispetto delle nostre regole di vita.

Gli sforzi di integrazione devono iniziare subito, quando le persone giungono in Svizzera. Per chi nasce qui in Svizzera è necessaria una scolarizzazione precoce.

swissinfo: Su asilo e rifugiati come si posiziona il suo partito?

F.P.: Dopo l'ultima riforma delle legge sull'asilo, la situazione si è calmata, anche perché in questo momento non ci sono più grossi flussi di rifugiati verso la Svizzera. Il nuovo quadro giuridico impone a chi bussa alle nostre porte di rispettare dei canoni sempre più europei e sempre meno nazionali, dal momento che abbiamo aderito allo Spazio di Schengen e alla Convenzione di Dublino.

swissinfo: Come vede le future relazioni tra Svizzera e Unione europea?

F.P.: Le relazioni tra Svizzera e UE sono soddisfacenti. La maggioranza degli svizzeri non intende tuttavia aderire, almeno per ora, all'Unione europea, perché questa adesione è vista come una perdita di autonomia. Dobbiamo quindi muoverci nel quadro dei bilaterali e mantenere aperto il dialogo, anche quando l'UE alza i toni. Ci sono dei settori nei quali abbiamo bisogno di accordi migliori di quelli attuali: penso in modo particolare all'agricoltura e al mercato dell'energia.

swissinfo: Che posto occupano nel partito temi quali il riscaldamento climatico e la questione energetica?

F.P.: Vent'anni fa occupavano un posto di primo piano, dieci anni fa hanno perso importanza e ora stanno ritornando prepotentemente alla ribalta poiché le conseguenze ambientali del nostro stile di vita sono percepibili. Nel dibattito ci saremo anche noi: siamo convinti che libertà e protezione ambientale sono compatibili e che un giusto equilibrio possa essere raggiunto, grazie a scelte comportamentali e tecnologiche piuttosto che attraverso imposizioni. Dobbiamo inoltre aiutare i paesi del Terzo mondo a non commettere i nostri errori.

Intervista swissinfo, Françoise Gehring

Il partito liberale radicale

Le origini del Partito liberale radicale (PLR) risalgono alla classe politica che diede vita alla moderna Confederazione nel 1848. Il PLR è stato tuttavia fondato ufficialmente solo nel 1894.

Fino al 1891 il PLR è stato l'unico partito rappresentato in seno al Consiglio federale e fino al 1943 ha avuto la maggioranza nel governo federale.

Dal 1983 la percentuale di voti del PLR è in calo costante. Nel 1999 il partito ha ottenuto il 19,9% delle preferenze, piazzandosi al terzo posto dietro socialisti e UDC. Il 2003 ha segnato un ulteriore calo, ottenendo il 17,3% dei consensi elettorali.

I radicali hanno 40 seggi (su 200) in Consiglio nazionale e 14 (su 46) al Consiglio degli Stati. In Consiglio federale sono presenti con due ministri. Negli esecutivi cantonali il partito occupa 43 seggi su 166.

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