Patto di stabilità per i Balcani: la Svizzera dovrebbe diventarne, entro breve, membro a pieno titolo.

Lo hanno deciso a Salonicco, in Grecia, i partecipanti all'intesa, che si sono trovati d'accordo nell'accogliere oltre alla Svizzera anche la Norvegia, il Canada e il Giappone

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 giugno 2000 - 19:51

Bodo Hombach, coordinatore del Patto, deve ancora sottomettere il tema per iscritto ai ministri degli affari esteri degli stati membri. Se nessuno presenterà opposizione, lo statuto dei quattro paesi oggi osservatori sarà equiparato a quello dei paesi fondatori: quelli dell'Unione europea, gli Stati Uniti e le nazioni della regione. Le candidature dell'Ucraina, della Polonia e della Moldavia non sono invece state ammesse.
"Abbiamo fatto un passo nella giusta direzione", ha affermato l'ambasciatore Marc-André Salamin, capo della delegazione svizzera. In marzo il segretario di stato Franz von Däniken aveva minacciato di ridurre il sostegno elvetico, se la Svizzera non fosse stata ammessa pieno titolo.
Secondo Salamin non tutto è però ancora ideale. Berna insiste sul processo di democratizzazione e sui diritti umani, temi che passano a volte in secondo piano rispetto ai progetti di infrastrutture, ha detto Salamin. L'ambasciatore ha auspicato che la società civile sia più coinvolta nel processo generale di ricostruzione.

swissinfo e agenzia

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