Pedofilia via Internet: il governo deve fare di più

Le associazioni che combattono la pedofilia su Internet chiedono maggiore appoggio da parte del governo Keystone Archive

L'associazione che si batte contro il commercio di immagini pedofile in rete ha consegnato al governo una lista di rivendicazioni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 novembre 2001 - 17:37

L'associazione «Marche Blanche Suisse», fondata in giugno, ribadisce le richieste al governo di atti concreti immediati nella lotta contro il commercio di immagini pedofile via internet. In una lista di rivendicazioni consegnata martedì a Berna, l'associazione invita in primo luogo la Confederazione a riattivare e potenziare la cellula per la ricerca dei siti pedofili e la raccolta di denunce.

Una richiesta che dovrebbe essere esaudita nel primo trimestre dell'anno prossimo, ha annunciato in una conferenza stampa la consigliera nazionale zurighese Regine Aeppli. La deputata socialista ha precisato che la cellula contro la «cibercriminalità» dell'Ufficio federale di polizia potrà contare su nove persone, contro le due che operavano nel 1999, quando era stata sospesa la sua attività.

«Marche Blanche» chiede pure al Consiglio federale di rendere imprescrittibili gli atti di criminalità pedofila e di annullare quindi il termine di dieci anni attualmente in vigore. Inoltre le istituzioni che lavorano con i bambini dovrebbero essere obbligate a chiedere ai loro collaboratori l'estratto del casellario giudiziale.

Il commercio di immagini pedofile è «un business che rende miliardi» e che in alcuni paesi implica persone altolocate, ha ricordato Georges Glatz, presidente del Comitato Internazionale per la Dignità del bambino» (CIDE) di Losanna. Su internet circolano milioni di immagini di bambini vittime di rapimenti, stupri, rituali abominevoli e uccisioni. Le pene contro questo tipo di criminalità devono essere commisurate ai delitti commessi.

Marche Blanche ricorda pure che occorre assolutamente realizzare studi statistici sulla criminalità pedofila, poiché attualmente non ci sono dati affidabili sul fenomeno. L'associazione auspica inoltre la creazione di un Ufficio federale della famiglia che sia incaricato di vari compiti. La Confederazione - sottolinea - non deve scaricare le responsabilità sui cantoni.

Questi non hanno infatti mezzi sufficienti per combattere la pedofilia, in particolare quella su internet. Un'altra rivendicazione è quindi di dotarli di maggiori risorse per la prevenzione della pedocriminalità nei cantoni, in particolare nell'ambito scolastico. Marche Blanche vorrebbe anche vedere aumentare il sostegno finanziario alle organizzazioni e associazioni che lottano contro la pedofilia.


swissinfo e agenzie

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