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Pene detentive per lo scandalo immobiliare Suva

L'ex quadro della Suva condannato dal Tribunale penale federale

(Keystone Archive)

A Bellinzona, il Tribunale penale federale ha imposto pene detentive per i responsabili della truffa immobiliare perpetrata ai danni dell'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (Suva).

Un ex collaboratore della Suva dovrà scontare tre anni e mezzo di reclusione, mentre un agente immobiliare è stato condannato a 18 mesi con la condizionale.

Riconosciuto colpevole di corruzione passiva, infedeltà nella gestione di beni pubblici e falsificazione di documenti, l'ex capo della divisione finanze e immobili della Suva dovrà scontare tre anni e mezzo di reclusione.

Secondo il Tribunale penale federale (TPF), il principale imputato ha violato le prescrizioni interne dell'Istituto di assicurazione, vendendo 8 immobili nel canton Ticino e nella Svizzera tedesca a prezzi considerati irrisori rispetto al loro valore di mercato. Gli edifici erano poi stati ceduti ad altre società.

La corte ha condannato invece a 18 mesi di prigione, con il beneficio della condizionale, l'agente immobiliare che aveva indotto l'ex quadro della Suva a vendergli gli immobili a prezzi stracciati.

Arricchimento indebito

L'agente immobiliare, un cittadino italiano residente del canton Ticino, è stato prosciolto dalle accuse di corruzione e truffa, perché non sapeva che la Suva era una società di diritto pubblico. Il TPF l'ha però ritenuto colpevole di istigazione all'amministrazione infedele.

In quanto responsabile degli immobili dell'istituto di assicurazione, l'ex quadro della Suva, un cittadino svizzero proveniente dal canton Nidvaldo, doveva essere consapevole di rivestire un ruolo di funzionario, ha affermato il giudice Walter Wüthrich, motivando la sentenza.

La Procura federale aveva chiesto per entrambi gli imputati una pena di quattro anni di reclusione, mentre la difesa si era battuta per l'assoluzione. Secondo l'accusa, i due si erano indebitamente arricchiti di almeno 22 milioni di franchi negli otto casi di compravendita di edifici presi in esame durante il processo.

Stando alla difesa, invece, la Suva avrebbe solamente voluto disfarsi discretamente degli stabili in cattivo stato o poco redditizi, ma non con l'obiettivo di spuntare il prezzo più alto.

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Verdetto soddisfacente

Il procuratore federale Carlo Bulletti si è detto "in linea di principio soddisfatto" del verdetto, lasciando aperta l'ipotesi di portare il caso davanti al Tribunale federale di Losanna.

I tre anni e mezzo di prigione inflitti all'ex quadro della Suva sono una pena accettabile, ha detto Bulletti. Il procuratore si è però rammaricato del fatto che l'agente immobiliare sia stato prosciolto dall'accusa di corruzione.

Quest'ultimo, pure condannato a pagare una multa di 540'000 franchi, ha fatto sapere tramite il suo avvocato di essere contento di non dover andare dietro le sbarre, ma non ha escluso la possibilità di impugnare la sentenza.

Un altro ex collaboratore della Suva è stato condannato a dieci mesi di prigione con la condizionale per amministrazione infedele e corruzione. Tre altre persone implicate nel processo, sospettate di aver redatto perizie compiacenti, sono invece state assolte.

Manovre criminali

Poco dopo la lettura della sentenza la Suva si è detta "soddisfatta" del giudizio nei confronti dei suoi due ex impiegati. Ricordando di essersi costituito parte civile nel processo, l'assicuratore contro gli infortuni ha sottolineato che il verdetto conferma che "la Suva è stata vittima di manovre criminali".

La truffa era emersa nell'autunno del 2005. Complessivamente erano così passati di mano otto immobili nei cantoni di Berna, Lucerna e Ticino (a Bellinzona, Mendrisio, Paradiso, Viganello e Davesco), per un prezzo di vendita di 50 milioni di franchi.

swissinfo e agenzie

La Suva

L'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (Suva) è un'azienda autonoma di diritto pubblico. Nel consiglio d'amministrazione sono rappresentati il padronato, i sindacati e la Confederazione.

Con oltre centomila aziende per un totale di circa 1,8 milioni di salariati affiliati è il più grande istituto di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni in Svizzera.

L'istituto gode di un semimonopolio: i settori ad alto rischio di infortuni (soprattutto industria e artigianato) sono obbligatoriamente assicurati dalla Suva.

Dal 2005 alla Suva è stata affidata anche la gestione dell'assicurazione militare.

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