Navigazione

Saltare la navigazione

Funzionalità principali

Pesante condanna per due giovani assassini

19 anni di carcere per il franco-algerino Malek Amara

(Keystone)

19 e 20 anni di reclusione. È questa la sentenza contro i due giovani che uccisero un ragazzo diciottenne a Yverdon-les-Bains (canton Vaud) nel 2003.

L'omicidio aveva fatto molto discutere in Svizzera, anche in relazione ad altri episodi di violenza giovanile.

La corte criminale del tribunale distrettuale del Nord Vaud ha riconosciuto i due imputati - un franco-algerino e un portoghese dell'arcipelago di Capo Verde, che al momento dei fatti avevano 20 e 23 anni – colpevoli di assassinio. Altri due complici, minorenni, sono già stati condannati a due anni in un istituto rieducativo al lavoro.

Il tribunale ha così seguito quasi completamente la richiesta della procura pubblica, che aveva chiesto 20 anni di reclusione per entrambi gli imputati. Ai due non è stata riconosciuta nessuna circostanza attenuante.

I due accusati hanno agito per motivi futili e odiosi, ha rilevato il presidente del tribunale Bertrand Sauterel. Volevano punire la vittima di un'aggressione che aveva osato difendersi. E per far questo aveva messo in conto la possibilità di ucciderlo.

Ucciso perché si era difeso

Prima dell'aggressione fatale, Michael era già stato malmenato su un treno proveniente da Payerne: i ragazzi minorenni che accompagnavano gli imputati avevano costretto il neocastellano a consegnare loro il walkman.

Poco dopo l'arrivo del treno a Yverdon, i giovani avevano aggredito nuovamente Michael nel sottopassaggio con l'intenzione di sottrargli anche il portamonete.

Colpito da pugni, pedate e sassate, per difendersi Michael aveva estratto un coltello e ferito leggermente uno degli aggressori. Questo gesto - ha rivelato il processo svoltosi la scorsa settimana - ha avuto conseguenze letali per il 18enne: alla vista del loro amico ferito, i due imputati hanno dichiarato di aver «perso le staffe».

Il primo ha inferto a Michael una coltellata al fianco destro, mentre il secondo ha malmenato il neocastellano con pugni e pedate, mentre già era mortalmente ferito. Michael era morto cinque giorni dopo all'ospedale universitario di Losanna.

Assenza di scrupoli

Nella sua requisitoria, il procuratore generale Jean-Marc Schwenter aveva sottolineato l'«estrema assenza di scrupoli» dei due imputati che, nonostante le turbe della personalità dovute alla loro infanzia difficile, sono stati riconosciuti pienamente responsabili dagli psichiatri che li hanno esaminati.

I giudici hanno deciso che i due giovani siano sottomessi ad un trattamento ambulatoriale durante la loro detenzione. Inoltre dovranno versare un totale di 120'000 franchi ai parenti di Michael, a titolo di risarcimento per i danni morali subiti.

swissinfo e agenzie

In breve

«Nel dibattito pubblico si afferma spesso che la violenza giovanile è in aumento, che le autrici e gli autori di atti criminali diventano sempre più giovani, che la rottura di tabù, soprattutto da parte dei media, riduce le inibizioni rispetto agli atti di violenza e che la brutalità aumenta. Queste affermazioni non sono però confermate dalla ricerca. Le statistiche criminali servono solo in parte a comprendere in maniera differenziata e a valutare il fenomeno della violenza giovanile. Il tipo e la dimensione della criminalità registrata dipende dalla propensione alla denuncia da parte della popolazione e dall'azione repressiva della polizia».

(tratto da: Dizionario svizzero di politica sociale, 2002)

Fine della finestrella


Link

×