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Più sostegno alle famiglie

Bambini invitati alla giornata delle famiglie a Expo.02

(Keystone)

In Svizzera le famiglie rappresentano il 60 per cento dei poveri.

Cinque organizzazioni chiedono una vera politica famigliare a livello federale.

In vista dei futuri dibattiti parlamentari in materia, la Commissione federale di coordinamento per le questioni famigliari (COFF), Pro Familia e Pro Juventute si sono affiancate alla COSAS (Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale, presidente Walter Schmidt) nel tentativo di far passare il messaggio che la politica famigliare non va trascurata.

Riunite sotto la sigla «Prospettiva - Politica famigliare», cinque organizzazioni hanno illustrato martedì a Berna uno studio in cui vengono comparate famiglie che vivono in otto città.

Da esso emerge che il 22,4 per cento delle famiglie monoparentali che risiedono in città ricevono un aiuto sociale. In totale rappresentano il 35,3 per cento le famiglie -con uno o entrambi i genitori - che hanno bisogno di assistenza sociale.

Sistema burocratico e lacunoso

Tra i cantoni, in fatto di assegni famigliari, esistono distorsioni che vanno corrette. «L'ammontare delle prestazioni presenta uno scarto che arriva al 44% tra il cantone più generoso e quello più tirchio», ha rilevato da parte sua Jürg Krummenacher, presidente della COFF.

Con 800 casse che si occupano di assegni famigliari, l'attuale sistema è burocratico e lacunoso: oggi sono 290mila i bambini che non ricevono alcun sostegno. Per questo è necessaria una soluzione nazionale che preveda almeno 200 o 250 franchi per ogni figlio in formazione.

Una cassa federale per gli assegni famigliari non è prevista, ha precisato la consigliera nazionale Lucrezia Meier Schatz (PPD/SG), che è anche segretaria generale di Pro Familia, ma se venisse fissato un tasso minimo per i datori di lavoro, ne conseguirebbe un miglior coordinamento tra le casse e eventuali congiunzioni tra di esse.

Modello ticinese

«Prevenire la povertà delle famiglie è una delle grandi sfide», ha sottolineato il persidente della COFF. Esse rappresentano il 60% dei poveri e sono circa 120mila i bambini in nuclei famigliari che vivono al di sotto della soglia di povertà, stando a uno studio nazionale del 1997.

In città la situazione è drammatica già oggi, ha rilevato Ernst Wohlwend, presidente dell'Iniziativa delle città e sindaco di Winterthur.

«Prospettiva - Politica famigliare» vorrebbe che venisse esteso il modello ticinese di prestazioni complementari per le famiglie in funzione del reddito. Ciò farebbe dimezzare la percentuale di famiglie povere, secondo il presidente della COFF. La riforma del sistema di assegni costerebbe 720 milioni di franchi all'anno, 300 dei quali per realizzare il modello ticinese sul piano federale.



swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

290mila i bambini non ricevono alcun sostegno in Svizzera

Nelle città, 22,4% delle famiglie monoparentali ricevono un aiuto sociale

120mila i bambini vivono al di sotto della soglia di povertà

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In breve

Esiste una forte disparità tra i cantoni in materia di assegni famigliari. Cinque organizzazioni chiedono una politica famigliare efficace a livello nazionale per combattere la povertà delle famiglie. Nelle città, con l'aumento delle famiglie monoparentali, la situazione si aggrava.

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