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Più Stato nella gestione degli aeroporti nazionali

Il rapporto del Datec sulla riforma dell'aviazione svizzera prevede una maggiore implicazione della Confederazione

(Keystone Archive)

La Confederazione vuole essere implicata maggiormente nella politica dei trasporti aerei, in particolare per quel che concerne gli aeroporti.

Secondo il rapporto presentato dall'Ufficio federale dei trasporti, la competenza potrebbe passare dai Cantoni direttamente a Berna.

La Confederazione deve rafforzare le proprie funzioni di vigilanza nella sicurezza del traffico aereo e assumere progressivamente le competenze di pianificazione degli aeroporti, che attualmente sono in mano dei Cantoni.

È questo lo scenario che si profila secondo il progetto di rapporto della nuova politica aeronautica svizzera, posto giovedì in consultazione dal Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (Datec).

“Gli aeroporti sono attualmente gestiti dai Cantoni, sebbene siano di interesse nazionale”, spiega Moritz Leuenberger.

Il ministro dei trasporti svizzero aggiunge che “attualmente la Confederazione può solo esprimersi in favore o contro, ma non ha un ruolo attivo nelle scelte”.

L'importanza dei collegamenti internazionali

Il documento, elaborato in seguito ad un postulato del Consiglio federale, presenta una panoramica della politica aeronautica ed una serie di nuove proposte di fondo.

Il testo si sofferma su una decina di temi che toccano tutti gli aspetti dell’aviazione civile, dalla sicurezza al trasporto internazionale interno, dagli aeroporti alla compagnia aerea Swiss.

Il Datec spiega quanto sia importante per la piazza economica svizzera disporre di collegamenti aerei efficienti con i gradi centri europei e intercontinentali, nonché di una compagnia che li garantisca.

Garantire la sicurezza

In testa all'elenco delle preoccupazioni che reggono le linee direttive della futura politica aeronautica, c'è la sicurezza.

Dopo la liberalizzazione del settore, le autorità federali preconizzano infatti una completa revisione della «filosofia di vigilanza».

Sotto la forte pressione della concorrenza, «non è più scontato che l'industria aeronautica sia in grado di garantire da sola elevati standard di sicurezza», si osserva nel documento.

La sorveglianza dello spazio aereo continuerà ad essere affidata alla società Skyguide. Questa dovrà adottare in tempi brevi una serie di provvedimenti per aumentare ulteriormente il suo livello di sicurezza.

Nessuna statalizzazione degli aeroporti

Il punto che comunque farà più discutere è la possibilità di trasferire, in futuro, le competenze delle pianificazioni degli aeroporti nazionali – Zurigo, Ginevra e Basilea - dai Cantoni alla Confederazione.

Leuenberger non vuole tuttavia parlare di una statalizzazione dei tre aeroporti. “La Confederazione non ne diventerebbe proprietaria, ma potrebbe far valere maggiormente il suo influsso”.

Lo Stato potrebbe così intervenire nell’ambito del rumore e della protezione dell’ambiente, riducendo per esempio il numero dei voli o limitando l’inquinamento fonico o le emissioni nocive.

Niente più soldi per Swiss

Per garantire i collegamenti internazionali, Swiss continuerà a rivestire un ruolo di primo piano nella politica aeronautica elvetica.

Secondo la posizione della Confederazione presentata nel documento del Datec, la compagnia di bandiera non potrà tuttavia più contare su ulteriori iniezioni di liquidità da parte dello Stato.

L’ingente impegno finanziario fornito in relazione al dissesto dell’allora Swissair e alla conseguente creazione del nuovo vettore di bandiera è stato definito come “unico e limitato nel tempo".

La vendita delle partecipazioni che la Confederazione detiene nella compagnia avverrà a tempo debito. Swiss dovrà così attuare le misure necessarie per auto garantirsi l'avvenire economico.

L’ambizione dell’aeroporto di Zurigo/Kloten sarà pure ridimensionata. Lo scalo zurighese continuerà ad essere una struttura chiave, ma non un “hub”, una piattaforma di smistamento intercontinentale.

Reazioni contrastanti

Gli aeroporti di Ginevra e Zurigo hanno manifestato un certo scetticismo di fronte al testo presentato dal Datec.

Jean-Pierre Jobin, direttore dell’aeroporto di Cointrin a Ginevra, dubita che la Confederazione possieda i mezzi finanziari ed umani sufficienti per esercitare le competenze in materia di aviazione civile.

Sonja Zöchling, la portavoce di Unique - la società che gestisce lo scalo zurighese - giudica invece contradditorie le valutazioni di Berna sul ruolo dell'aeroporto di Zurigo/Kloten: "Da una parte il rapporto non considera prioritaria la funzione di piattaforma internazionale per lo scalo zurighese, ma dall'altra vuole che Kloten garantisca collegamenti con tutto il mondo.

"I passeggeri svizzeri non bastano a riempire i voli intercontinentali. Senza quelli in transito non sarebbe redditizio mantenere queste rotte", indica Zöchling

Per quel che concerne le reazioni del mondo politico, radicali e democratici si dicono contrari ad un’influenza più estesa della Confederazione, mentre socialisti e democristiani sono favorevoli.

Decisione finale nel 2005

Le 35 organizzazioni politiche, economiche, sociali e ambientali interessate avranno tempo fino all’inizio di settembre per prendere posizione.

L’adozione del rapporto da parte del governo è prevista per la fine dell’anno, mentre la discussione in Parlamento avverrà nel corso del 2005.

swissinfo e agenzie

In breve

L’Ufficio federale dei trasporti (Datec) ha pubblicato giovedì il progetto di rapporto sulla nuova politica aeronautica del Consiglio federale.

Non sono mancate le reazioni da parte degli aeroporti nazionali e del mondo politico.

Gli scali di Ginevra e Zurigo/Kloten si dicono scettici di fronte al testo proposto dal Datec.

La maggiore implicazione della Confederazione non piace nemmeno ai democratici di centro ed ai radicali.

Socialisti e democristiani si dicono invece favorevoli.

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