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Piena luce sui colpi del ladro collezionista

Un dipinto di Johann Hamza, uno dei quadri rubati da Stéphane Breitwieser alla galleria Fischer di Lucerna

La polizia cantonale di Lucerna ha concluso la prima parte dell'indagine sul «ladro collezionista» detenuto dal novembre dello scorso anno.

Stéphane Breitwieser, soprannominato dai mass media il «ladro collezionista», è detenuto a Lucerna dal novembre dello scorso anno. Tra il febbraio 1995 ed il giorno della sua cattura ha rubato, complessivamente, 239 quadri e oggetti d'arte in sedici cantoni svizzeri ed in sei altri Paesi europei. Il 31.enne alsaziano ha confessato di aver commesso in totale 174 furti in musei, gallerie e castelli.

Inchiesta ancora in corso

Stéphane Breitwieser ha «colpito» 66 volte in Svizzera e 68 in Francia. Seguono poi il Belgio (19 furti), la Germania (11), l'Olanda (7), la Danimarca (2) e l'Austria (1). I dati sui furti sono stati resi noti mercoledì dalla polizia cantonale lucernese in una conferenza stampa. In Svizzera ha operato soprattutto nei cantoni di Berna (12 furti), Zurigo (10), Argovia (7) e San Gallo (6).

Le inchieste sono ancora in corso. Solo il 10 percento dei casi confessati dal «ladro collezionista» sono stati finora verificati, ha indicato il giudice istruttore lucernese Emil Birchler. Per questo il valore globale del bottino non è ancora noto.

Insana passione per l'arte

Secondo Birchler, i beni il cui furto è stato verificato valevano 2,5-3 milioni di franchi in totale. La settimana scorsa gli inquirenti francesi avevano avanzato la cifra di 10 milioni di euro (15 milioni di franchi) per i circa 110 oggetti gettati nel canale Reno-Rodano dalla madre del ladro e ritrovati lo scorso novembre da un escursionista.

Il movente dei furti sembra essere l'amore per l'arte e non il desiderio di arricchirsi. Il «ladro collezionista» ha spiegato agli inquierenti che gli oggetti rubati gli piacevano e voleva tenerli per sè, ha detto Birchler. Non è escluso che l'uomo soffra di turbe patologiche, ha aggiunto giudice istruttore precisando che è stata ordinata una perizia psichiatrica.

Il motivo che ha spinto la madre a sbarazzarsi del bottino invece non è ancora chiaro. La donna avrebbe dichiarato di aver voluto far sparire le prove a carico del figlio. Secondo un'altra versione avrebbe invece agito spinta dalla rabbia.

Capolavori persi per sempre

Dopo aver confessato ai poliziotti lucernesi 75 furti, Stéphane Breitwieser è stato interrogato in febbraio anche dagli inquirenti vodesi e ha ammesso altri 98 colpi. Si tratta di furti di quadri del 16.esimo, 17.esimo e 18.esimo secolo fra i quali opere di François Boucher, Lucas Cranach, Peter Bruegel e Antoine Watteau.

Non si sa ancora quando e dove l'uomo sarà processato. Se si terrà in Svizzera, il processo sarà organizzato nel cantone dove è stata inoltrata la prima denuncia. È possibile però che venga estradato e giudicato all'estero anche per i furti commessi in Svizzera, ha spiegato il procuratore lucernese Horst Schmitt. Finora comunque Berna non ha ricevuto nessuna richiesta di estradizione.

Già condannato a Lucerna

Il «ladro collezionista» si trova in detenzione preventiva a Lucerna dal novembre scorso ed è probabile che vi resti ancora parecchio tempo viste le implicazioni della vicenda e il rischio di fuga. Non è la prima volta che l'alsaziano viene colto con le mani nel sacco. Era infatti già stato arrestato nel maggio del 1997, sempre a Lucerna, dopo aver rubato un quadro in una galleria.

La polizia aveva ritrovato in quell'occasione anche quattro oggetti sottratti ad una vendita all'asta a Zofingen (nel Canton Argovia). L'uomo era stato condannato a otto mesi di prigione con la condizionale.

swissinfo e agenzie


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