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«Non capisco come si possa non fare politica!»



Sandrine Salerno, dal 1° giugno 2010 sindaca di Ginevra

Sandrine Salerno, dal 1° giugno 2010 sindaca di Ginevra

(Keystone)

Dall'inizio di giugno Sandrine Salerno è la nuova sindaca di Ginevra: per la donna socialista fare politica significa interessarsi in modo attivo e responsabile al proprio prossimo. Intervista.

Eletta in municipio nel 2007, ex presidente della sezione cittadina del partito socialista, Sandrine Salerno – che possiede tre passaporti: svizzero, francese e italiano – è responsabile del Dipartimento delle finanze e dell'alloggio.

A partire dal 1° giugno – per la prima volta dopo 14 anni – una donna (designata dai suoi pari) torna dunque a ricoprire per un anno la carica di sindaco della città ginevrina.

swissinfo.ch: Da dove nasce questa passione per la politica che l'ha portata così lontano?

Sandrine Salerno: Mi sta a cuore la vita in comune, la sorte degli altri non mi è mi indifferente. Facendo parte di una società, ho un'opinione sulle diverse tematiche che la riguardano. A mio parere, fare politica significa esercitare i propri diritti di cittadini. Quando si hanno questa fortuna e questo privilegio, non vedo come sia possibile comportarsi altrimenti.

Anzi, direi che non capisco proprio come si possa non fare politica, non avere opinioni, non votare… a meno di essere un eremita che vive in una grotta.

swissinfo.ch: Donna, madre, svizzera di seconda generazione, giovane (classe 1971) e sindaca di una città importante come Ginevra. Una sorta di miracolo svizzero?

S. S.: Un miracolo non direi, ma certamente una piccola meraviglia della democrazia svizzera che permette a una persona lontana dagli ambienti di potere tradizionali di accedere a posizioni importanti. Va inoltre sottolineato che raggiungere queste cariche non significa fortunatamente restarvi vita natural durante, come accade in altri paesi.

swissinfo.ch: Lei, socialista, dirige un dipartimento tecnico e "maschile" come quello delle finanze [nel 2009 i conti cittadini hanno registrato un eccedente di 161 milioni di franchi]. Quale è stato il suo approccio?

S. S.: In primo luogo, ho potuto avvalermi di collaboratori competenti. Secondariamente, si è rivelata vincente la strategia piuttosto rischiosa di investimenti a corto termine: in seguito alla crisi, abbiamo potuto rinegoziare i nostri prestiti in modo vantaggioso.

In quanto donna e socialista, spesso la gente si chiede se non sarebbe più logico occuparsi di socialità, di cultura, destinando il denaro laddove vi sono delle necessità di spesa. A questa obiezione rispondo che sovente i socialisti gestiscono le finanze e ciò ha una sua logica: per attuare le politiche pubbliche a favore del cittadino sono infatti necessari mezzi economici, i quali sono garantiti da una gestione finanziaria rigorosa.

Più in generale, osservo che a una donna attiva in politica a questo livello viene richiesto sempre qualcosa in più rispetto ai colleghi maschi. La conoscenza dei dossier deve essere perfetta; inoltre, una donna viene anche valutata sulla forma – per esempio il modo in cui formula le sue osservazioni –, sull'aspetto estetico e l'abbigliamento.

swissinfo.ch: A Ginevra, il Movimento dei cittadini ginevrini ha ottenuto il successo elettorale utilizzando come cavalli di battaglia la criminalità e i frontalieri. Demagogia o problemi reali di cui la sinistra non si occupa abbastanza?

S. S.: Si tratta di problemi veri, o comunque di timori che la popolazione percepisce come reali, accompagnati però da una buona dose di demagogia, soprattutto per quanto concerne le soluzioni proposte: per esempio la promessa di ripulire la città dagli spacciatori in 45 giorni.

Oggigiorno, a Ginevra, le due maggiori fonti di preoccupazione per i cittadini sono oggettivamente gli alloggi e il divario salariale sempre crescente tra chi guadagna moltissimo e chi fatica a sbarcare il lunario, non il rischio di subire un'aggressione in strada.

A questi interrogativi la sinistra – che non è peraltro maggioritaria a livello cantonale – propone delle soluzioni. Vedremo ora come si esprimerà il popolo in merito al referendum sulla revisione delle legge federale sulla disoccupazione.

swissinfo.ch: In merito alla vicenda Gheddafi, molti commentatori hanno sottolineato che la Svizzera si è comportata in modo molto ingenuo e inadeguato. Questo vale anche per una città internazionale – e che quindi dovrebbe essere abituata a simili situazioni – come Ginevra?

S. S.: Premettendo che si devono attendere i responsi degli organi competenti (tribunale arbitrale, commissioni della gestione), va ricordato che la posizione in cui si trovava Ginevra era assai delicata.

Da un lato vi era situazione delicata dal profilo delle relazioni internazionali, con il coinvolgimento di persone che rappresentavano lo Stato libico. Dall'altro, però, non va dimenticato che in questa città – depositaria delle Convenzioni di Ginevra – hanno sede le Nazioni Unite e il Consiglio dei diritti umani. E all'origine di tutto vi erano due domestici maltrattati, una circostanza sulla quale non era possibile chiudere gli occhi.

Forse si sarebbe potuto trovare una via di mezzo tra ignorare il fatto e spedire una ventina di poliziotti, ma questo dovrà essere appurato in altra sede.

swissinfo.ch: Quale sono le priorità per il suo mandato?

S. S.: L'incontro, in tutte le sue forme. La popolazione – specie in momenti di insicurezza e crisi – deve sentire la vicinanza delle persone che ha eletto per rappresentarla. Durante tutto l'anno organizzeremo quindi dei progetti per favorire lo scambio, la comunicazione: abbiamo ad esempio già creato un sito internet in cui giovani e meno giovani possono discutere, confrontarsi e trasmetterci le loro impressioni.

Andrea Clementi, swissinfo.ch

Sandrine Salerno

Di origine francese e italiana, Sandrine Salerno è nata a Ginevra nel 1971, città dove ha poi ottenuto una laurea in scienze politiche e un diploma in amministrazione pubblica.

Ha lavorato come responsabile aggiunta del programma "Diritti dell'uomo" presso l'Associazione Centre Europe-Tiers Monde; è stata coordinatrice al Centro di contatto Svizzera-Immigrati, collaboratrice scientifica presso l'Università di Ginevra e infine si è occupata di questioni universitarie presso il dipartimento dell'istruzione pubblica.

A livello politico, Sandrine Salerno fa parte del Consiglio comunale cittadino dal 1999 al 2007; dal 2007 è in municipio, dove dirige il Dipartimento delle finanze e dell'alloggio. Dal 1° giugno 2010 è sindaca di Ginevra.

Sandrine Salerno è madre di due figli.

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