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Aiuto allo sviluppo: Svizzera buona allieva

Dal 2004, l’aiuto ai Paesi in via di sviluppo è aumentato del 35%. Ma alcuni Paesi ricchi, come la Germania e la Francia, non hanno mantenuto le loro promesse, sottolinea OCSE. Anche la Svizzera può fare meglio.

Uno studio dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), reso pubblicato mercoledì, indica che l’aiuto ai paesi in via di sviluppo ha raggiunto nel 2010 «dei livelli record» ed è aumentato costantemente dal 2004 (+35%). L’organizzazione sottolinea tuttavia che si tratta di «aiuti inferiori alle promesse dei principali donatori del pianeta», promesse formulate nel 2005 in occasione del G8 a Gleneagles in Scozia.

L’aiuto doveva aumentare di 27 miliardi di dollari fra il 2004 e il 2010, ma mancano ancora 21 miliardi in rapporto alle promesse, afferma l’OCSE: Dal canto loro, i quindici paesi membri dell’Ue e del comitato dell’aiuto allo sviluppo dell’OCSE si sono impegnati affinché l’aiuto pubblico allo sviluppo (APD) raggiungesse almeno lo 0,51% del loro prodotto nazionale lordo (PNL).

Questo obiettivo non è stato però rispettato dalla Francia (0,46%), dalla Germania (0,40%), dall’Austria (0,37%), dal Portogallo (0,34%), dalla Grecia (0,21%) e dall’Italia (0,20%). Altri invece hanno superato questo impegno, come la Svezia, il cui APD è il più importante al mondo e raggiunge l’1,03%. Seguono Norvegia (1%), Lussemburgo (1%), Danimarca (0,83%), Paesi bassi (0,8%), Belgio (0,7%), Regno unito (0,56%), Finlandia (0,55%), Irlanda (0,52%) e Spagna (0,51%).

Per quanto concerne la Svizzera, quest’ultima dovrebbe raggiungere lo 0,47% del suo PNL, superando quindi la promessa dello 0,41%.

swissinfo.ch e agenzie


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