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Conflitto in Siria L’accordo di Ginevra avrà pochi effetti concreti

Il sorriso non era sulle labbra di tutti sabato a Ginevra (nella foto il segretario generale dell'ONU Ban ki moon e la segretaria di Stato USA Hillary Clinton)

(Reuters)

La Conferenza internazionale di Ginevra sulla Siria, svoltasi sabato, ha partorito un topolino. Il piano di transizione siglato dai cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’ONU difficilmente migliorerà la situazione, sottolinea con scetticismo la stampa svizzera.

Campionato europeo di calcio ‘oblige’, il vertice organizzato sabato a Ginevra dal mediatore internazionale per la Siria Kofi Annan trova poco spazio lunedì sui principali quotidiani elvetici.

La lunga giornata di colloqui del Gruppo d’azione sulla Siria (i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’ONU, più Qatar, Turchia Kuwait e Iraq) si è chiusa con l’adozione di un piano di transizione. Il documento prevede il varo di «un processo politico che porti ad una transizione che soddisfi le legittime aspirazioni del popolo siriano» e la creazione di un organo esecutivo di transizione che potrà «includere membri dell’attuale governo, dell’opposizione e di altri gruppi». Il governo ad interim dovrà essere «formato sulla base di un mutuo consenso».

Il dialogo è una «chimera»

Campionato europeo di calcio ‘oblige’, il vertice organizzato sabato a Ginevra dal mediatore internazionale per la Siria Kofi Annan trova poco spazio lunedì sui principali quotidiani elvetici.

La lunga giornata di colloqui del Gruppo d’azione sulla Siria (i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’ONU, più Qatar, Turchia Kuwait e Iraq) si è chiusa con l’adozione di un piano di transizione. Il documento prevede il varo di «un processo politico che porti ad una transizione che soddisfi le legittime aspirazioni del popolo siriano» e la creazione di un organo esecutivo di transizione che potrà «includere membri dell’attuale governo, dell’opposizione e di altri gruppi». Il governo ad interim dovrà essere «formato sulla base di un mutuo consenso».

«Estate assassina»

«Nessuno si aspettava che il Gruppo d’azione mettesse magicamente fine al conflitto siriano durante un bel sabato d’estate a Ginevra. Ma la vacuità dell’accordo [termine che il quotidiano ginevrino mette tra virgolette] deve essere sottolineata. Simbolizza l’impotenza della comunità internazionale a porre fine ai massacri in Siria».

Per Le Temps, «bisogna ora sperare che il primo documento di questo Gruppo d’azione sulla Siria possa essere rafforzato, poiché nessun paese prende in considerazione l’unica alternativa alla mediazione, ovvero un intervento militare».

Questo rafforzamento deve però avvenire molto velocemente, poiché in caso contrario «i civili siriani vanno incontro a un’estate assassina, che potrebbe presto contaminare tutta la regione», conclude Le Temps.

Per la Neue Zürcher Zeitung, ci vorrà tempo prima di poter valutare l’impatto dell’accordo siglato a Ginevra. Secondo il giornale zurighese, la speranza risiede nel fatto che non vi sono alternative al piano Annan. O meglio che queste alternative non piacciono a nessuno. «Si profila una scissione. La quasi guerra civile minaccia di amplificarsi e di traboccare oltre le frontiere. E questa ipotesi non può andar giù a nessun paese del Gruppo d’azione, malgrado le differenze».

Scetticismo siriano

L’accordo raggiunto a Ginevra è definito un fallimento sia dalla stampa di regime siriana, sia dall’opposizione.

Il governo di Bashar al Assad non ha finora commentato i risultati della riunione svoltasi in Svizzera, mentre la stampa ufficiale ha parlato di un fallimento. «Non sarà possibile trovare una via d’uscita alla crisi se non ci si baserà sul parere del popolo siriano, unica fonte di legalità. I siriani sono capaci di avviare un dialogo nazionale nel quale non vi è posto né per i paesi vicini né per gli altri paesi più lontani, in particolare quelli che incitano ad uccidere i siriani», scrive il giornale del partito al potere.

Il Consiglio nazionale siriano, principale forza d’opposizione all’estero, ha dal canto suo indicato che l’accordo di Ginevra è «troppo vago per permettere un’azione reale ed immediata».

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swissinfo.ch


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