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Crisi UBS: cartellino rosso per il governo svizzero

Nel gestire le conseguenze della crisi finanziaria mondiale, che ha portato l’UBS sull’orlo del tracollo e costretto lo Stato ad intervenire per salvarla, il governo ha brillato per la sua assenza. È questo il giudizio severo contenuto nel rapporto delle commissioni di gestione del Parlamento, pubblicato lunedì, che dovrebbe servire da base per decidere l’eventuale istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta.

Il rapporto punta il dito in particolare contro il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz, accusato di aver praticamente gestito il dossier in proprio, informando compiutamente solo la collega di governo Doris Leuthard (in aprile) circa la gravità della situazione e le opzioni di intervento elaborate dal suo Dipartimento assieme alla Banca nazionale e l'allora Commissione federale delle banche.

Merz, indica il rapporto, ha giustificato questo atteggiamento col timore di indiscrezioni che avrebbero potuto influenzare i corsi di borsa. Nonostante ciò, i parlamentari rimproverano al resto del collegio di essersi accontentato di questo stato di cose e di non aver preteso maggiori informazioni. Insomma, il governo non ha assunto fino in fondo le proprie responsabilità.

Il fatto che la crisi abbia colto di sorpresa il governo svizzero non è però un’eccezione: altri paesi hanno manifestato stupore per la velocità di propagazione della crisi, puntualizzano i parlamentari.

Nonostante le lacune messe a nudo dal rapporto, le commissioni di gestione del Parlamento hanno giudicato positivamente i provvedimenti adottati dal Consiglio federale per salvare UBS. Tali misure sono state prese nel momento opportuno, sono risultate efficaci, adattate alla situazione e finanziariamente sopportabili, indica il documento.

Non si è fatta attendere la reazione del Consiglio federale. Secondo la ministra dell'economia Doris Leuthard, il governo non ha fallito la sua missione e non soffre di un clima di sfiducia. Da diversi anni, ha ricordato la presidente della Confederazione, il governo sta cercando di superare una visione strettamente dipartimentale dei dossier e rimpiange il fatto che le commissioni non abbiano tenuto conto dei progressi già attuati.

Le conclusioni del rapporto hanno suscitato vive reazioni anche tra i principali partiti. L’Unione democratico di centro, il Partito socialista e i Verdi hanno ribadito la necessità di istituire una commissione parlamentare di inchiesta (CPI) per far luce sul caso UBS, mentre il Partito liberale radicale non ritiene necessaria questa misura. Il Partito popolare democratico ne discuterà invece prossimamente.

swissinfo.ch e agenzie


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