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Estremismo islamico, ecco i rimedi

Il Partito liberale radicale (PLR) ha presentato giovedì la sua ricetta contro l’estremismo islamico. Interviene così nella polemica scatenata dalle dichiarazioni del presidente del Consiglio centrale islamico svizzero (CCIS), Nicolas Blancho.

Le affermazioni di Nicolas Blancho sulla lapidazione sono un attacco frontale ai valori fondamentali della costituzione, ha dichiarato il parlamentare Philipp Müller (PLR/canton Argovia) alla stampa. Poco importa quale sia il numero degli estremisti islamici, bisogna agire prima che questo diventi un problema grave, gli ha fatto eco il collega Christian Lüscher (canton Ginevra).

Il PLR chiede quindi al governo di preparare, prima dell’estate, un progetto di legge che rafforzi la sorveglianza, migliori l’integrazione e promuova l’uso delle lingue nazionali. Per frenare «queste tendenze estremiste», il PLR vuole soprattutto creare le condizioni quadro affinché sia possibile effettuare delle «investigazioni speciali» quali la sorveglianza delle comunicazioni, le osservazioni di luoghi privati e le perquisizioni di sistemi informatici.

Inoltre, secondo il PLR, bisogna obbligare i predicatori a utilizzare le lingue nazionali e prevedere traduzioni dei testi religiosi. Gli imam dovrebbero quindi seguire corsi di lingua e di integrazione e non è esclusa una formazione completa per i predicatori in Svizzera. Il partito chiede anche l'accesso agli edifici di culto e il divieto di predicare sul suolo elvetico per gli imam estremisti venuti dall'estero.

Con questa iniziativa, il Partito liberale radicale ritorna all’attacco dopo che un progetto di revisione della legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI) proposto dal governo era stato respinto dal parlamento.

Il ministro della difesa Ueli Maurer prevede di presentare un primo progetto in autunno e un secondo entro la fine del 2013.

swissinfo.ch e agenzie


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