FFS Cargo: governo non s'immischia

Il governo svizzero non intende intervenire, almeno per ora, nella vicenda delle Officine FFS Cargo di Bellinzona. Si limita a un ruolo di osservatore.

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 giugno 2008 - 12:58

Sollecitato tramite due atti parlamentari, inoltrati il 20 marzo scorso, l'esecutivo elvetico si è trincerato dietro il principio della non ingerenza. Ha precisato di non voler interferire mentre è in pieno svolgimento la tavola rotonda tra direzione, sindacati e maestranze.

Rispondendo alla mozione del parlamentare socialista Fabio Pedrina, sottoscritta da tutta la deputazione ticinese al Consiglio nazionale (Camera bassa), il governo ha affermato giovedì che non intende anticipare i tempi e farsi coinvolgere sulle decisioni in corso sul futuro dello stabilimento di Bellinzona.

La mozione chiedeva in particolare un intervento della Confederazione per garantire il mantenimento e lo sviluppo della struttura ticinese.

Un postulato del gruppo dei Verdi, inoltrato dalla deputata bernese Franziska Teuscher, domandava d'altra parte al Consiglio federale di preparare un rapporto sull'impatto economico delle Officine FFS per la regione di Bellinzona. Gli ecologisti chiedevano alla Confederazione, in quanto proprietaria delle FFS, di non prendere in considerazione soltanto gli interessi dell'azienda, ma pure quelli del Paese, accordando un'attenzione particolare alle regioni con un tasso di disoccupazione elevato.

Anche in questo caso il governo ha risposto picche sostenendo che un rapporto sarebbe inopportuno dal momento che sono in corso trattative.

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