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Göldi domenica in Svizzera?

Le autorità libiche hanno riconsegnato il passaporto a Max Göldi. Sabato sera, a Tripoli, sono giunti la ministra degli esteri svizzera e il suo omologo spagnolo. Dopo un'odissea durata 694 giorni, Göldi potrebbe ottenere oogi (domenica 13 giugno) il visto d'uscita.

Micheline Calmy-Rey e il suo omologo spagnolo Miguel Angel Moratinos sono atterrati a Tripoli alle 23.30 di sabato sera e sono stati accolti dal vice ministro degli esteri libico Khaled Kaim. Il Dipartimento federale degli affari esteri preferisce «non commentare queste informazioni».

Secondo l'ANSA – che cita come fonte la Direzione libica per la cooperazione con la stampa estera – a Tripoli dovrebbe arrivare domenica pomeriggio anche il primo ministro italiano Silvio Berlusconi. Fonti governative italiane parlano di «continue consultazioni fra Libia e Italia». S'ignora se il viaggio a Tripoli di Berlusconi abbia a che fare col caso Göldi (lo stesso primo ministro italiano avrebbe accennato venerdì, nel corso di una cena, al suo impegno per trovare una soluzione diplomatica al caso Göldi) o se riguardi le tre navi da pesca italiane sequestrate dalle autorità libiche e la chiusura, dieci giorni fa, dell'ufficio delle Nazioni unite per l'aiuto ai rifugiati.

Max Göldi, liberato giovedì dopo aver scontato quattro mesi di prigione per «soggiorno illegale» in Libia, ha ricevuto sabato il passaporto e domenica dovrebbe ottenere il visto d'uscita per lasciare il paese nordafricano. Lo ha indicato il suo legale libico, Salah Zahaf.

«Il procuratore generale ci ha consegnato il passaporto di Max Göldi. E noi abbiamo concluso tutte le procedure affinché egli possa ottenere il visto d'uscita domenica», ha detto Zahaf all'AFP.

Göldi, dipendente di ABB, è stato fermato in Libia il 19 luglio 2008 assieme al connazionale Rachid Hamdani, in seguito all'arresto avvenuto due giorni prima a Ginevra di Hannibal Kadhafi, figlio del leader libico Muammar accusato di maltrattamenti dai domestici. Dopo 53 giorni di prigionia i due svizzeri sono stati liberati ma è stato loro proibito di lasciare Tripoli. Si erano allora rifugiati all'ambasciata svizzera.

Rachid Hamdani è potuto partire dalla Libia il 23 febbraio scorso, mentre Max Göldi lo stesso giorno ha lasciato l'ambasciata per consegnarsi alle autorità libiche e scontare la pena per «soggiorno illegale».

Il caso ha fatto rompere le relazioni diplomatiche fra Berna e Tripoli e, attraverso un blocco dei visti, ha coinvolto anche l'Unione europea. La presidenza spagnola di turno ha fatto da mediatrice.

swissinfo.ch e agenzie


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