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Libera circolazione: forse si voterà

I promotori del referendum contro il rinnovo dell'accordo di libera circolazione con l'UE e la sua estensione a Romania e Bulgaria hanno raccolto 51'700 firme.

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 ottobre 2008 - 17:33

Depositate giovedì, le sottoscrizioni riunite da Lega dei ticinesi, Democratici svizzeri e Giovani UDC dovranno ora essere controllate e validate dalla Cancelleria federale. Solo al termine di tale procedura si saprà se il referendum è veramente riuscito. Se ciò fosse il caso, l'elettorato dovrà pronunciarsi l'8 febbraio 2009.

Le verifiche saranno eseguite a tempo di record: la Cancelleria federale dirà già domenica se il referendum è riuscito, ha annunciato giovedì sera il presidente della Confederazione Pascal Couchepin, al termine di una seduta straordinaria del governo.

Secondo le cifre in mano a Couchepin, le firme consegnate sarebbero 51'189: "un cifra molto vicino alla soglia fatale", ha osservato il presidente della Confederazione, ricordando che in genere occorre disporre di un margine minimo di un migliaio di firme in più delle 50mila necessarie per la riuscita di un referendum, per essere sicuri di arrivare alla fine delle validazioni con i numeri giusti.

Il presidente dei Democratici svizzeri Bernhard Hess si è comunque già detto sicuro di aver raggiunto l'obiettivo: "la raccolta di firme è stata condotta in maniera conscienziosa", ha dichiarato.

L'Unione democratica di centro (UDC, destra nazional conservatrice) ha rinunciato a sostenere il referendum, dopo che il parlamento ha deciso di presentare al popolo un solo decreto, unendo così i due temi, invece di due leggi separate. I democentristi si sono sempre detti a favore della riconduzione dell'accordo di libera circolazione delle persone con l'Unione europea (UE) a 25, ma opposti alla sua estensione ai due nuovi Stati membri.

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