Un altro duro colpo per il voto elettronico

I membri appena eletti del Consiglio nazionale diffidano del voto elettronico. Keystone / Anthony Anex

Le sperimentazioni relative al voto elettronico vanno sospese, ritiene la Camera del popolo. I deputati non hanno più fiducia in questo strumento dopo le lacune nella sicurezza svelate all'inizio dell'anno.

Lo sviluppo dell'e-voting potrebbe essere congelato per una durata indeterminata. La Camera del popolo (Consiglio nazionale) ha accettato lunedì - con 100 voti contro 75 e 7 astensioni - un'iniziativa parlamentare di Claudio Zanetti, ex deputato dell'Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice).

Il testo chiede la sospensione di tutte le sperimentazioni e dei progetti relativi al voto elettronico fintanto che il governo presenti un rapporto che dimostra che i problemi di sicurezza sono stati risolti e che questo strumento risponde realmente a un'esigenza. L'iniziativa ha ottenuto il sostegno dell'UDC, dei Verdi, di una maggioranza dei Verdi liberali e di alcuni esponenti del Partito socialista.


I rappresentanti della camera bassa constatano che la fiducia è compromessa dopo la scoperta di importanti falle nel sistema elaborato dalla Posta svizzera. Il governo ha reagito e ha rinunciato al suo progetto di introdurre l'e-voting come canale di voto ordinario. Non vuole però per questo rinunciare a condurre dei test.

Bisogna limitare i danni, ha sostenuto la maggioranza del parlamento, così da ripartire su basi più solide. "A che cosa serve il voto elettronico? È davvero necessario? Potrebbe veramente incrementare il tasso di partecipazione?", si è chiesto il deputato dell'UDC Jean-Luc Addor. "Sospendere i lavori permette di evitare che ci venga gradualmente imposto questo sistema non sicuro".

La maggioranza della commissione del Consiglio nazionale invitava ciononostante a respingere l'iniziativa parlamentare. "Delle sperimentazioni sono imprescindibili per poter migliorare la sicurezza del sistema. Continuare ad effettuare dei test non comporta forzatamente l'introduzione dell'e-voting in Svizzera", ha affermato la deputata socialista Valérie Piller Carrard.

Per Nicolas A. Rimoldi, responsabile della campagna dell'iniziativa per una moratoria sul voto elettronico, ci vuole ora un'interruzione per mantenere la fiducia nella democrazia. "I nostri argomenti sono stati convincenti". Tuttavia, sostiene, non c'è ragione di ritirare l'iniziativa. "Continueremo a fare pressione e a mettere in guardia contro i rischi".

Una soluzione per gli svizzeri all'estero?

Che siano favorevoli o contrari al voto elettronico, i parlamentari di ogni schieramento politico si sono mostrati molto preoccupati per gli svizzeri all'estero che ricevono il materiale di voto in ritardo. "Sarebbero i principali beneficiari del sistema. Dobbiamo aiutarli a votare con maggiore facilità", ha detto Valérie Piller Carrard.

Una soluzione già esiste, ha ricordato Jean-Luc Addor: il Consiglio nazionale ha accolto in giugno una mozione, anch'essa di Claudio Zanetti, per sostituire il voto elettronico con la spedizione elettronica. Gli svizzeri all'estero riceverebbero il loro materiale di voto per e-mail. Potrebbero in seguito stamparlo, riempirlo e rispedirlo per corrispondenza. "Nessuno sarà dimenticato", ha rassicurato Jean-Luc Addor.

L'iniziativa parlamentare per sospendere i lavori in materia di voto elettronico, così come la mozione per la spedizione elettronica, devono ancora essere sottoposte alla Camera dei Cantoni (Consiglio degli Stati).

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