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Punti di vista Alimenti equi: cambiare il mondo con la forchetta

Qual è l'obiettivo dell’iniziativa per alimenti equi? Lo spiega Irène Kälin, deputata dei Verdi svizzeri.

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Di Irène Kälin, deputata ecologista

Di buona qualità, rispettosi dell'ambiente, delle risorse e degli animali, prodotti in condizioni di lavoro giuste: così dovranno essere le derrate secondo l'iniziativa per alimenti equi. L'oggetto in votazione vuole rafforzare l'agricoltura biologica; chiede inoltre che i generi alimentari importati soddisfino questi requisiti e che in futuro si promuova il commercio equo e le aziende agricole a conduzione familiare. Tutti ne approfitteranno: gli animali, l'ambiente e il clima, le consumatrici e i consumatori, le contadine e i contadini.

L'iniziativa soddisfa un desiderio di una parte della società. Infatti sempre più persone acquistano prodotti regionali, di stagione, ecologici ed equi. Purtroppo però sono troppo pochi gli alimenti equi ed ecologici in commercio ed è spesso difficile capire se un prodotto è davvero ecologico ed equo-solidale. È una situazione che deve cambiare.

Irène Kälin, esperta di islamistica, rappresenta i Verdi svizzeri in Consiglio nazionale, la camera bassa del parlamento.

(© KEYSTONE / ALESSANDRO DELLA VALLE)

Ma l'iniziativa vuole di più. Chiede di ridurre l'inquinamento causato dal trasporto e dallo stoccaggio delle derrate e di lottare contro lo spreco di cibo, il cosiddetto food waste. È un fenomeno contro cui dobbiamo lottare. Infatti, oggi gettiamo in Svizzera un terzo dei prodotti alimentari. Uno yogurt su tre; un pane su tre, una banana su tre; un fegato di manzo su tre. È inaccettabile. Chi evita il food waste risparmia al posto giusto.

Non è possibile che altre persone muoiano di fame, debbano lavorare in condizioni disumane, che gli animali vengano ammassati in stalle non adeguate e siano rimpinzati con foraggi malsani, per poi finire nella spazzatura. La situazione deve cambiare. Ed è proprio ciò che intende fare l'iniziativa per alimenti equi: chiede di allungare i termini di scadenza dei prodotti, abolire l'assurda standardizzazione di frutta e verdura, promuovere gli alimenti ecologici e solidali e ridurre il trasporto delle merci.

La sostenibilità non conosce confini

Sono ottimi propositi. Troppo belli però per i contrari. Questi ultimi ci vogliono far credere che l'iniziativa voglia imporre gli standard svizzeri anche ai prodotti importati dall'estero. Non è affatto così. Infatti l'iniziativa non chiede la diffusione di standard svizzeri. L'iniziativa vuole semplicemente promuovere prodotti alimentari equi; entro i confini nazionali e per le merci importate. Non sono solo gli standard elvetici a definire se un alimento è sostenibile. Altrettanto validi sono i criteri di sostenibilità riconosciuti a livello internazionale, come gli obiettivi per uno sviluppo sostenibile definiti dalle Nazioni Unite.

La sostenibilità non conosce confini. La sostenibilità non è legata a un luogo specifico. L'iniziativa per alimenti equi potrebbe però incoraggiare i produttori esteri, che intendono esportare la loro merce in Svizzera, ad adeguare i loro metodi di coltivazione. L'iniziativa vuole incentivare l'importazione di prodotti equi visto che importiamo quasi la metà delle nostre derrate alimentari per l'uomo e per gli animali. Per questo motivo l'oggetto in votazione riguarda sia le importazioni che i produttori nazionali.

Ma a interessare non è solo il contenuto, bensì anche le indicazioni sull'imballaggio. La popolazione svizzera vuole che gli animali siano allevati in condizioni adeguate e rispettose. Tuttavia una quantità sempre maggiore di uova e carne, proveniente da allevamenti industriali di massa, finisce sugli scaffali dei negozi elvetici e senza un'informazione trasparente e chiara! L'iniziativa per alimenti equi chiede che le indicazioni sugli imballaggi siano più precise, affinché le consumatrici e i consumatori possano scegliere meglio i prodotti da mettere nel carrello della spesa. Inoltre mira a promuovere le derrate prodotte in maniera ecologica.

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E ora affrontiamo la seconda critica sollevata nei nostri confronti dai contrari. Questi ultimi sostengono che l'iniziativa per alimenti equi farà aumentare il prezzo delle derrate. Nemmeno questa affermazione è vera. Infatti i prodotti equi ed ecologici non sono necessariamente più cari. Uno studio della Federazione romanda dei consumatori (FRC) ha dimostrato che chi acquista prodotti regionali, di stagione e non lavorati spende meno. Inoltre si può risparmiare evitando lo spreco di cibo, un ulteriore obiettivo dell'iniziativa.

Per la Svizzera e per migliori condizioni di lavoro e di produzione in tutto il mondo

Ci sono pochissime leggi e iniziative che interessano direttamente le svizzere e gli svizzeri all'estero. È così anche per l'iniziativa per alimenti equi. Le nostre concittadine e i nostri concittadini che, per esempio, vivono in Francia non traggono alcun vantaggio se in Svizzera, sugli scaffali di Migros e Coop, c'è una migliore offerta di prodotti ecologici ed equi. E nemmeno per le contadine e i contadini di nazionalità svizzera che coltivano terreni all'estero cambia qualcosa se in Svizzera viene promossa l'agricoltura ecologica.

Tuttavia le consumatrici e i consumatori all'estero, come pure i contadini svizzeri all'estero ne approfittano indirettamente. Infatti se aumentiamo le importazioni di prodotti ecologici ed equi in Svizzera, favoriamo una produzione rispettosa dell'ambiente e solidale anche all'estero, rafforziamo le buone condizioni di lavoro e promuoviamo in maniera duratura i prodotti ecologici a livello nazionale ed internazionale.

Punto di vista Alimenti equi? "Un bluff delle etichette"

L'iniziativa per alimenti equi dei Verdi svizzeri è in ultima analisi soltanto un bluff, ritiene Roger Kölbener, presidente del PLR internazionale.


Traduzione dal tedesco di Luca Beti

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