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Scudo fiscale italiano, il Ticino chiede lumi a Berna

Il governo ticinese ha scritto all'esecutivo per domandare a che punto sono le trattative in corso con l'Italia nel quadro del contenzioso fiscale. La notizia è stata comunicata martedì dalla Cancelleria cantonale.

In particolare, il Consiglio di Stato ha chiesto spiegazioni sulla compatibilità con gli accordi di Schengen dei cosiddetti sistemi di controllo "fiscovelox": impiegati dalle autorità italiane, essi permettono di fotografare e filmare persone al confine.

La missiva fa seguito all'incontro tenutosi il 19 novembre a Berna tra una delegazione del governo ticinese e il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz. In quell'occasione, quest'ultimo aveva prospettato «una soluzione globale a tempo debito». Nel frattempo lo scudo fiscale italiano è stato prolungato e la rinegoziazione dell'accordo di doppia imposizione non è ancora stata portata a termine.

Lo scorso 29 dicembre, il ministero italiano dell'economia aveva annunciato il rimpatrio di 95 miliardi di euro in seguito allo scudo fiscale. Buona parte di questa cifra proviene dalla Svizzera, e in particolare dalla piazza finanziaria di Lugano.

swissinfo.ch e agenzie


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