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Votazione del 24 novembre Destino non ancora segnato per l’iniziativa "1:12"



Data la posta in gioco, l'iniziativa 1:12 figura al centro della campagna per il 24 novembre

Data la posta in gioco, l'iniziativa 1:12 figura al centro della campagna per il 24 novembre

(Keystone)

Equilibrio per l’iniziativa “1:12 – per salari equi”, vantaggio per la legge sul contrassegno autostradale e larghi consensi per l’iniziativa sulle famiglie. I dati del 1° sondaggio SRG SSR per il 24 novembre suscitano un po’ di sorpresa, ma la campagna non è ancora entrata nel vivo.

Situazione di perfetta parità per l’iniziativa popolare in favore di una maggiore equità salariale, stando al 1° sondaggio della SRG SSR per le prossime votazioni federali. In base all’inchiesta, realizzata dall’istituto gfs.bern tra il 7 e il 12 ottobre, il 44% delle persone interrogate si dichiara favorevole alla proposta lanciata dalla Gioventù socialista. Quota identica per i contrari, mentre gli indecisi sono ancora l’12%.

Un equilibrio che dovrebbe spronare ulteriormente la campagna politica per l’oggetto più combattuto dei tre sottoposti il 24 novembre al verdetto popolare. La posta in gioco, ventilata da promotori e oppositori, è infatti alquanto alta dal profilo sociale ed economico.

Per la sinistra e i sindacatati, che sostengono l’iniziativa, si tratta di correggere, in modo radicale, disparità salariali diventate insopportabili. In futuro la retribuzione massima all’interno di un’azienda non dovrebbe più superare di oltre 12 volte quella minima. Secondo Gioventù socialista, oggigiorno un manager guadagna in media 43 volte più di un collaboratore medio. Differenze che non danneggerebbero solo la coesione sociale, ma anche l’andamento delle stesse aziende: molti dirigenti percepiscono salari e bonus milionari anche quando le imprese si trovano in periodi di crisi.

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Sinistra troppo isolata

Ancora più pesanti le conseguenze economiche e sociali preannunciate dagli oppositori, in caso di accettazione dell’iniziativa. Il tetto salariale proposto spingerebbe molte imprese a delocalizzare le loro attività all’estero ed avrebbe un notevole effetto dissuasivo per aziende e manager interessati ad insediarsi in Svizzera. Il tutto si tradurrebbe nella soppressione di posti di lavoro, nella riduzione del gettito fiscale e nella perdita di introiti per le assicurazioni sociali, a scapito per finire delle stesse classi meno abbienti.

Nonostante i dati emersi dal sondaggio SRG SSR, l’iniziativa di Gioventù socialista non sembra avere molte chance di successo. “Quasi nessun’iniziativa popolare supera la prova del voto, quando parte senza una chiara maggioranza di consensi al primo sondaggio”, ricorda Claude Longchamp, responsabile dell’istituto gfs.bern. Inoltre, raramente in passato la sinistra è riuscita ad avere la meglio quando si è trovata da sola contro le forze di centro e di destra.

Si può inoltre prevedere che i “partiti borghesi” e gli ambienti economici batteranno la gran cassa nelle prossime settimane per evitare un’altra penosa sconfitta, dopo quella subita nel marzo scorso, allorché il popolo aveva accettato l’iniziativa “contro le retribuzioni abusive”. L’iniziativa del senatore sciaffusano Thomas Minder proponeva tuttavia soluzioni molto meno drastiche e più liberali per lottare contro le paghe dorate dei manager.

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Simpatie per le famiglie

Molto più incerto appare l’esito del voto sull’iniziativa “a favore delle famiglie”, che vuole concedere agevolazioni fiscali ai genitori che accudiscono figli: dovrebbero poter usufruire di deduzioni almeno equivalenti a quelle accordate ai genitori che affidano a terzi, contro pagamento, la custodia dei figli. 

Il testo, proposto dall’Unione democratica di centro (UDC), dispone attualmente di una larga maggioranza di preferenze. Il 64% degli intervistati è favorevole, a fronte di un 25% di contrari e un 11% di indecisi. Un vantaggio non giudicato, però, decisivo dagli esperti del gfs.bern, tenendo conto che la maggior parte delle iniziative popolari perdono almeno un 10-15% di consensi nel corso delle ultime settimane.

Finora gli oppositori non hanno fatto sentire molto i loro argomenti, tra cui quello che il progetto favorirebbe soprattutto le famiglie benestanti, le quali possono permettersi di vivere di uno solo reddito. Argomenti non facili tuttavia da far passare: miglioramenti della politica famigliare godono generalmente di buon simpatie, anche se si limitano al modello tradizionale di famiglia, come nel caso dell’iniziativa dell’UDC. Sulle chance di successo del partito di destra pesa però il fatto che non è riuscito a trovare grandi alleati per questa proposta.

Il sondaggio

Per l'indagine demoscopica, l'istituto gfs.bern ha intervistato, tra il 7 e il 12 ottobre, un campione rappresentativo di 1'215 persone con diritto di voto, ripartite in tutte le regioni linguistiche della Svizzera.

Per ragioni legate alla protezione dei dati, le autorità non mettono più a disposizione le coordinate degli svizzeri residenti all'estero, che perciò non sono più presi in considerazione nei sondaggi condotti su mandato della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR in vista di votazioni federali.

Il margine di errore è di ±2,9 punti percentuali.

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Opinioni già chiare sul contrassegno

Altrettanto incerto si delinea il responso delle urne sul terzo tema in votazione, la modifica di legge che prevede di aumentare il prezzo del contrassegno autostradale da 40 a 100 franchi all’anno. A fianco dell’attuale vignetta, verrebbe inoltre introdotto un contrassegno bimestrale di 40 franchi, destinato soprattutto ai turisti. Secondo il sondaggio, il 53% delle persone contattate è favorevole all’aumento richiesto dal governo e dalla maggioranza del parlamento, mentre i contrari raggiungono il 41% e gli indecisi il 6%.

“Il margine di distacco non è molto grande, ma su questo oggetto la maggioranza dei votanti sembra essersi già fatta una chiara opinione, come risulta dal basso numero di persone ancora indecise”, rileva Claude Longchamp. Ad agevolare la rapida presa di posizione su questo tema, vi è indubbiamente il fatto che appare molto meno complesso degli altri due oggetti in votazione.

Gli argomenti della campagna ruotano principalmente attorno a due messaggi: secondo i sostenitori, l’aumento è necessario per usufruire anche in futuro di strade buone e sicure. Con i proventi del contrassegno verrà infatti finanziata la nuova rete stradale nazionale. Nel campo dei no, i verdi si battono contro l’espansione delle strade, mentre le associazioni automobilistiche e l’UDC contro nuove tasse e incrementi dei tributi già esistenti.

swissinfo.ch


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