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Polizia privata per i trasporti pubblici

Una pattuglia della Securitrans - la polizia ferroviaria - in azione a Berna

(Keystone)

La camera bassa del parlamento ha deciso di autorizzare il ricorso a ditte private per garantire la sicurezza sui mezzi di trasporto pubblici.

La polizia privata potrà essere munita di armi. Inoltre il Consiglio nazionale non ha ascoltato i timori espressi dall'incaricato per la protezione dei dati e ha deciso che i nastri della videosorveglianza andranno conservati per 100 giorni.

Secondo il Consiglio nazionale (camera bassa del parlamento elvetico), la polizia dei trasporti pubblici dovrebbe essere privatizzata. Ciò significa che le imprese di trasporto potranno affidare le mansioni di sicurezza sui mezzi pubblici a ditte private, con agenti dotati anche di armi da fuoco.

Le Ferrovie federali svizzere (FFS) potranno continuare a ingaggiare la Securitrans quale polizia ferroviaria.

La decisione è stata presa nel quadro della seconda riforma delle ferrovie. Il primo capitolo della riforma – quello appunto che riguarda l'impiego di una polizia privata – è stato approvato dal Consiglio nazionale con 118 voti contro 62. I no sono venuti dalle file della sinistra.

Armi: per ora manganelli

Con 108 voti contro 69, la camera del popolo non ha voluto escludere espressamente dal campo d'applicazione della legge l'uso delle armi da fuoco da parte della polizia dei trasporti pubblici.

Spetterà al Consiglio federale decidere il tipo di armi in dotazione degli agenti. Per il momento – ha garantito il ministro dei trasporti Moritz Leuenberger – il governo esclude le armi da fuoco, limitandosi ad autorizzare manganelli e sostanze irritanti.

Formazione ma senza brevetto

I deputati hanno inoltre deciso di affidare al governo il compito di definire la formazione degli agenti della polizia dei trasporti pubblici, comunque sottoposti al vincolo del giuramento.

Con 91 voti contro 86, la camera bassa non ha tuttavia ritenuto necessario che siano titolari di un brevetto riconosciuto.

Il Consiglio nazionale ha inoltre autorizzato la polizia dei trasporti a perquisire e arrestare, seppure in modo provvisorio, individui sospetti (98 voti a 79).

Videosorveglianza

La sicurezza dei trasporti pubblici passa anche per gli impianti di videosorveglianza. Nonostante le riserve espresse dagli esperti di protezione dei dati nei confronti di un periodo di conservazione prolungato del materiale video, la camera bassa si è espressa in favore di un limite massimo di 100 giorni (121 voti contro 62). Le altre proposte – 4 e 30 giorni – sono state respinte in modo chiaro.

Oggi le FFS hanno un limite di 24 ore. Le ditte indipendenti attive nel settore non sono sottoposte a nessun vincolo.

Dopo il passaggio al Nazionale, il dossier dovrà ancora essere esaminato dall'altra camera del parlamento elvetico, il Consiglio degli Stati.

swissinfo e agenzie

In breve

La Riforma delle ferrovie II è stata presentata dal governo al parlamento già tre anni fa. Alla fine del 2005, però, la camera bassa l'ha rispedita al mittente. Una versione rielaborata è ora all'esame delle camere.

I punti centrali della riforma riguardano i servizi di sicurezza, la parificazione di ferrovie private e Ferrovie federali svizzere (FFS), l'adattamento alle norme dell'Unione europea e il finanziamento delle infrastrutture.

La prima riforma delle ferrovie è entrata in vigore nel 1999 e ha portato ad una separazione dei compiti tra Stato e FFS e al libero accesso alla rete per il trasporto di merci.

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