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Popolazione e sindacati contro i tagli alle pensioni

Le proposte provocatorie del ministro dell'interno Pascal Couchepin hanno sollevato un fuoco di reazioni Keystone Archive

Secondo un sondaggio, una netta maggioranza degli svizzeri è contraria alle proposte di Pascal Couchepin per sanare il sistema di sicurezza sociale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 maggio 2003 - 17:19

Il ministro dell'interno prevede una cura da cavallo: aumento dei premi e dell'età di pensionamento, riduzione delle rendite.

Gli svizzeri non sembrano apprezzare le misure ventilate da Pascal Couchepin per risolvere i problemi finanziari che cominciano ad assillare i due pilastri previdenziali per la vecchiaia e i superstiti.

In particolare, la popolazione si scaglia contro il progetto del presidente della Confederazione di aumentare l'età di pensionamento a 66 anni a partire dal 2015 e a 67 dal 2025.

Contro questa proposta si sono infatti espresse il 79% delle persone intervistate dall'istituto Isopublic, per un sondaggio pubblicato domenica dal «SonntagsBlick» e da «Dimanche.ch».

Anche se la riforma del primo pilastro intende favorire i giovani, il 72 % delle persone di età compresa fra i 18 e i 34 anni vi si oppone.

Sacrifici ammessi

Pure il progetto di adattare le rendite solamente al rincaro senza tener conto dell'evoluzione dei salari - con un conseguente abbassamento delle pensioni - non raccoglie i favori degli svizzeri: il 58 % degli intervistati sono contrari. I favorevoli costituiscono solo il 29 %.

Gli interpellati ammettono tuttavia maggiori sacrifici riguardo al secondo pilastro: per il 40 % della popolazione sarebbe giustificato il progetto di aumentare i contributi versati dai dipendenti e dai datori di lavoro, proposto mercoledì da Couchepin. Il 46 % non condivide invece questa proposta.

Infine, la maggioranza della popolazione non ha fiducia nelle capacità del presidente della Confederazione di assicurare il futuro a lungo termine della sicurezza sociale. Più di uno svizzero su due (il 54 %) diffida del suo operato.

Autunno caldo per i sindacati

Le reazioni alle proposte di Couchepin preannunciano che la battaglia sarà dura. Paul Rechsteiner, presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS), ha promesso un «autunno molto caldo».

Secondo il consigliere nazionale sangallese, le idee del ministro del Partito liberale radicale lanciano una «lotta di classe condotta dall'alto» e sono una «minaccia fondamentale» per lo Stato sociale svizzero.

«L'AVS è sostanzialmente sana», ha dichiarato il presidente dell'USS in un'intervista alla «NZZ am Sonntag». Nel caso in cui la crisi economica persista, un aumento dell'IVA sarà sufficiente, ha aggiunto.

Rechsteiner si è scagliato anche contro la proposta soppressione dell'indice misto, che prende in considerazione il rincaro e l'evoluzione dei salari. Se le camere accetterranno questa ipotesi, il lancio di un referendum è assicurato, ha affermato il socialista.

Il consigliere nazionale friburghese Hugo Fasel, presidente di Travailsuisse, va oltre e pensa già di indire scioperi se l'età di pensionamento sarà innalzata. Tutto ciò lascia presagire che il tema delle pensioni sarà ancora a lungo al centro delle attenzioni di molti in Svizzera.

swissinfo e agenzie

In breve

Per risanare il sistema di previdenza per la vecchiaia e i superstiti, il ministro dell'interno Pascal Couchepin vuole agire su tutti i fronti:

L'età di pensionamento dovrebbe venir aumentata a 67 anni.

Il tasso minimo d'interesse sugli averi del Secondo pilastro (previdenza professionale) dovrebbe venir ridotto al 2% (atttualmente 3.25%).

Il tasso di conversione delle rendite dovrebbe venir ulteriormente abbassato, mentre i premi dovrebbero venir aumentati.

Anche gli attuali pensionati rischiano di subire una diminuzione delle loro rendite.

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